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Da Tradate a Busto Arsizio… è già Natale! Foto e Commenti

BABBO NATALE RUNNING

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A Pèè in Brughea - AndòCorri

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TAPASCIO SFIGATUS: LE DISAVVENTURE DEL PODISTA COMPA

TAPASCIO SFIGATUS.
No limits … no Compa! Storia tragi-comica di un infortunio.

Bagài,
durante la mia prima “vita podistica” ho sempre cercato di raggiungere i massimi obiettivi possibili in termini di velocità, che per me erano i 6”/km —)))
Qualche raro allenamento e poi  un paio di uscite settimanali in cui prediligevo le lunghe distanze; non sono mai stato un atleta ma nelle retrovie mi difendevo bene.
Dopo il problema al ginocchio, cartilagini kaputt, l’ortopedico mi ha detto di fare nuoto e bici ma di evitare ogni sport in cui il piede battesse sul terreno …
Ho risposto “obbedisco” ed … ho continuato a correre! Però partendo dalla consapevolezza che non avrei più potuto fare quello che facevo prima e che avrei dovuto gestire il ginocchio in modo ragionevole; niente corse lunghe, velocità da bradipo (7”-7.30”/km) alternando corsa al passo.
Ho perciò privilegiato le tapasciate e quelle gare in cui il tempo massimo fosse “clemente” ed in cui prevalesse lo spirito goliardico e la voglia di stare insieme: le missioni dei Podisti da Marte in primis e poi le gare sociali dei Road, le Run5.30, la staffetta MCM, ecc.
In quest’ottica mi sono iscritto domenica 3 luglio alla “Brescia no limits” gara “goliardica” di  20km su terreni accidentati con ostacoli da superare; tempo massimo 5 ore; ho fatto squadra con 2 belle pollastrelle, Elena e Lauretta; arrivati in zona chiediamo ad un vigile dove parcheggiare “Pota, metèla lè o là in dùe ghè post!”; giuro la prima parola che ha detto è stata “pota”! al ritrovo si respirava un’aria di festa e di allegria; c’erano tantissimi amici che Gisimix truccava magistralmente di bianco-rosso-verde.
Chiassosa la partenza con un giro di lancio e subito gli ostacoli, balle di fieno e palizzate da scavalcare e passaggi sotto cui “strisciare”; molto divertente; poi entriamo nel letto secco di un torrente pieno di rovi ed ortiche che dobbiamo risalire scavalcando una ventina di muretti di contenimento, alcuni davvero difficoltosi; durante un passaggio una scarpa stringata ed una disattenzione e … picchio una culata tremenda! ‘l cùìn urla vendetta “che màl de cù! che màl de cù!”. Rimango un po’ frastornato e fatico a ritrovare l’equilibrio; dico alle ragazze di proseguire e con calma mi riprendo e vado avanti; seguito dal servizio scopa raggiungo a fatica la fine del torrente e proseguo lungo un sentiero più agevole.
Al termine della prima collina si torna su asfalto e si scende; provo a correre ma ‘l cùìn al vùsa “oi che dolòr, oi che dolor” … Proseguo tranquillo, riempio la borraccia ed affronto la seconda impegnativa salita; capisco che è successo qualche disguido sul percorso quando comincio ad essere superato da atleti che mi stavano davanti; Pino e la Yle che smadonna come un camionista turco … Arrivano anche Elena e Lauretta; scolliniamo e proseguiamo per un tratto in costa per poi scendere; l’ultimo salitone è la scalinata dei 1.000 gradoni; poi si scende a precipizio verso il castello di Brescia.
Le scalinate del castello non finiscono mai; raggiungo le mie pollastrelle al poligono; sparo senza capire se faccio centro poi io ed Elena andiamo al taglio del tronco mentre Lauretta viene imbragata per il volo sul fossato; con i due pezzi di legno in spalla usciamo dal castello quando sull’ultimo gradino avviene il patatrac; metto male il piede, mi sbilancio e cado sul fianco; sembra una caduta da nulla; praticamente neppure un graffietto; ma ho battuto il gomito e quando cerco di rialzarmi mi accorgo subito che il braccio destro si muove per conto suo e mi fa un male boia … Mi accascio per terra tenendo il braccio; arrivano subito i soccorsi; Elena sta per fare il 118 ma le dicono che l’ambulanza di servizio è qua vicino; e difatti arriva subito; nonostante il dolore riesco a rimanere lucido; dò le chiavi dell’auto ad Elena e mi faccio mettere i documenti nel taschino della t-shirt.
In breve mi ritrovo steso sul lettino del pronto soccorso; mi fanno la lastra e mi dicono che c’è una lussazione con una leggera frattura del gomito; la dottoressa cerca di ridurmi la lussazione a mente lucida; sono in tre, una mi blocca la spalla, l’altra mi tiene il braccio e la terza spinge; dopo qualche tentativo con la coreografia di tutte le stelle del firmamento decidono che è meglio addormentarmi…
Mentre aspetto cerco di avvisare casa; infilato nei pantaloncini ho l’ai-quaicoss che mi ha lasciato Elena; ogni tanto emette qualche suono strano; io vorrei solo telefonare a casa ma sono in una situazione fantozziana; braccio destro disarticolato, mano sinistra che tiene il braccio destro; se lo mollo vedo tante stelle; occhiali da corsa ca ghè vedi ‘n tùbo; ai-quaicoss che se c’avesse i bottoni con i numeri come tutti i telefoni … dopo qualche tentativo disperato ci rinuncio!
Finalmente mi addormentano e tentano di aggiustarmi; quando mi sveglio scopro che ho vinto un soggiorno premio presso l’ospedale di Brescia dove domani mi operano per ridurre la frattura; nel frattempo hanno fatto entrare Elena che mi porta la borsa, mi cambia gli occhiali ed il telefonino. GRAZIE ELENA!!! La metto in contatto con Maria Grazia per il recupero auto e la saluto caldamente.
In reparto il mio compagno di cella è un piccolo pakistano che sembra il fratello minore di Peter Sellers di Hollywood Party (un film che per me è un mito); ha la spalla steccata, un cerotto in testa ed un dito fasciato e la prima cosa che mi dice è: “Io no colpa! Semaforo verde quando io passa, io no colpa!”; di italiano spiccica tre parole in croce e scopro che è stato dimesso da due giorni ma che non sono riusciti ancora a convincerlo che deve andare a casa, forse perchè una casa non ce l’ha … Ogni volta che entra un infermiere lui grida “Io tanto dolore!”
Intanto mi tengono a digiuno; per fortuna lunedi mattina arriva il conforto di Maria Grazia Santa Subito che da allora non mi ha mai fatto mancare aiuto, assistenza materiale e spirituale! Cosa farei senza di lei? Mi porta le ciabatte, i ricambi ed un pò di canotte, l’unico indumento in cui riesco ad infilare il braccione. Il primario ribadisce che sarà un’operazione di routine.
L’anestesista mi avverte che non mi farà una “totale”: “ti addormento solo il braccio però se senti male urla che tanto io sarò lì in zona”; per cui la mia operazione diventa uno spettacolo radiofonico; infatti mi mettono un telone davanti alla faccia, sono mezzo rimbambito ma riesco a sentire tutto quello che dicono i chirurghi ed è un incubo nero: “Taglia un altro pezzo che non vedo; ma qui è un casino, ci sono frammenti dappertutto, passami la sega del 28, non riesco a riattaccarlo, spingi un po’ in su, porca vacca mi è scappato via, stringi più forte, ieri sera sono uscito con una gnocca! Passami il vinavil, signor Comparelli tutto bene? Oooh, basta ca ta se dis-ciula! Non vuole proprio saperne di stare attaccato!, lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo! (questo forse me lo sono sognato…) forse ci siamo, passami una vite del 45 che gliel’attacco ed abbiamo finito, del 45? Non la trovo, uè fèm minga schèrs da prè! Cerca de fa saltà foera sta vida ca sèm minga dal feramenta neh!  Eccola, ok a posto potete ricucire, pfiuuuu a l’è ndada!”
L’operazione di routine è durata 4 ore! “Abbiamo dovuto ridurre la frattura e le abbiamo inserito due viti omaggio che non ci dovrà restituire!”
Mi riportano in cella; Maria Grazia è molto felice di rivedermi … Alle 20,00 però deve lasciarmi ed inizia una delle peggiori nottate della mia vita: la lunga notte dei pappagalli! Sono a letto con indosso le sole mutande, il braccio destro è ingessato con drenaggio che termina in una boccetta ancorata al letto; sul dorso della mano sinistra c’è infilato l’ago delle flebo in posizione assai precaria (le mie vene sono poco collaborative!); sono a digiuno ma mi infilano un boccettone di flebo dopo l’altro; il mio metabolismo è molto rapido e semplice: per ogni litro di liquidi iniettati, il 99% se ne esce come pipì … Praticamente ogni ora circa con la mano sx inflebata devo sfilarmi le mutande, recuperare il pappagallo ancorato al letto, posizionarlo in modo che il pipino sia ben dentro, evacuare senza perdite, rimettere a posto la boccia piena senza spandere sulle lenzuola e ritirare su le mutande … un incubo!
Per fortuna già dal mattino riesco ad alzarmi ed andare in bagno con in mano la mia boccetta del drenaggio; il dolore è sempre stato più che sopportabile; inizia la lunghissima settimana di degenza dell’atletone (così mi hanno battezzato gli altri degenti a cui ho raccontato di essere caduto durante una gara di corsa)
Ringrazio tutti gli amici che mi sono stati vicini con sms e telefonate; qualcuno fa pure lo spiritosone: “il Compa fa il malato per farsi coccolare dalle belle infermierine bresciane …” “ma và dà via i ciapp!”
Però  questa ve la devo raccontare; quand’ero un giovane e foruncoloso ragazzino sulle ragazze bresciane era nata una leggenda metropolitana che le descriveva come gnocche dagli appetiti sessuali insaziabili! Della nostra compagnia faceva parte ‘l Ricu, un ragazzone di 190cm con due spalle rubate all’agricoltura ed un sinistro al fulmicotone che ne faceva il nostro giggirriva; ‘l Ricu aveva qualche anno più di noi; era uscito “brillantemente” dalle medie dopo un prolungato soggiorno rùzà foera a forsa da bùs da la seradùra anche grazie a qualche aiuto da parte nostra; era grande e grosso sotto “tutti” i punti di vista; quando tornavamo in bici dal cinema e facevamo la sosta “e chi non piscia in compagnia o gà la mùcc o gà la via!” col suo “estintore” era in grado di spegnere un incendio a 20m … Fù adocchiato da un amico di famiglia, agricoltore bresciano, a cui non parve vero di potersi portare in casa chì dù spàll rùbà a l’agricultùra; gli propose perciò come fidanzata la propria figlia: una ragazzona che sembrava il ritratto della salute! L’affare andò in porto senza problemi; dopo il fidanzamento e le prime “uscite” interrogammo ‘l Ricu; “Alùra, ma la và? Ta sé giamò rivà al dunque?” “Pota bagài se gò de dì; la và a meraviglia; la prima volta ca l’ho purtà in campurèla e ghò slungà la màn, la mè saltada adòss e la ma vusà in da l’urègia “sbrindemela ‘o tòta!” (traduzione soft: stapazzamela su tutta). Così nacque una leggenda …
Alla prossima,
Ettore “sbrindellato” Compa

25 MAGGIO 2010 – PARTE IL GIRO del VARESOTTO e…

1…2…3 IL GIRO CHE C’E’ IN TE,
3…2…1 SI PUO’ SEMPRE METTERE DIETRO QUALCUNO!
Naturalmente sportivamente parlando… come il primo ricordo che ho della prima gara!

Guarda la foto… stessa faccia ma forse un po’ di grinta in più… in realtà a 6 anni corri perché semplicemente ti piace, e se dietro metti l’apripista fa lo stesso, corri e basta, senza pensare se ce la farai… se sei allenato, se sarai la vincitrice o no… Tutti vincitori per avere partecipato ed essersi divertiti, ecco… >>>Giovanna Mocchetti

Gli Auguri degli Amici….

 
DSC_4349 Dopo aver visto le decine di foto dei Babbi Natale al parchetto di Busto credo sia giunto anche per me il momento di fare gli auguri.
Il distacco da Fabrizio Poli è di un paio di settimane, più o meno quello che prendo da lui ad ogni corsa…
Per dovere di ospitalità non può che essere Antonio il primo a cui auguro Buone Feste.
Nel suo blog si trova veramente di tutto, calendari, classifiche, foto, tantissime foto (e qui inserisco gli auguri a re Artù e al principino Ivano) e poi filmati, commenti, links, ma soprattutto tanto calore umano.
A poco a poco ho cominciato a riconoscere nelle corse quelli che collaborano a questo sito: non è stato sempre facile, per esempio il Compa di persona è molto più magro….
Michele Romanini >>>>>>


L’amico fotografo Gianni Alvazzi
da Bruxelles c’invia alcune foto del – European Cross – tenutosi il 14.12.08. >>>>
Per chi ne vuol sapere di più >>>>


Ciao Michele. Sono Fabrizio.

Grazie per gli auguri e per i mille complimenti…esagerati…c’è di meglio in giro, non me li merito. Innanzitutto esprimo la mia (e quella di alcuni compagni) solidarietà per quel che è successo ad Ossona. Un gesto schifoso che non merita pietà e perdono, neanche se siamo in prossimità del Natale. La notizia in se mi rende triste e mi fa capire (se ce ne fosse bisogno) in che mondo viviamo e soprattutto, vista l’escalation, in che mondo dovrà vivere il mio….

Fabrizio Poli >>>>>


WINTER CHALLENGE
DSC_4781 CLAMOROSO al cross di Crosio della Valle: il COMPA … va a premi!!!  
Cari amici,
sabato mattina c’era il ritrovo degli auguri al parchetto di Busto e mi sarebbe proprio piaciuto esserci; purtroppo siamo in tempo di shopping natalizio e anche la moglie … ha le sue esigenze e la mattinata è finita prima di cominciare.
Dalle foto pubblicate ho visto che, oltre ad  un vecchietto vestito da Babbo Natale che non sono riuscito a riconoscere, c’era tanta bella gente comprese le mie tre beniamine del “Trio Meravigliao”! Approfitto di questa mia per fare i miei migliori auguri  tutti i partecipanti ed un caldo bacione virtuale a Cate&Ale&Ele. Un abbraccio anche ad Antonio che stranamente era assente …
Grazie al “servizio” svolto in mattinata mi sono ritagliato il pomeriggio libero ed allora…
Ettore “beato ultimo” Compa >>>>>

AugurInsieme

 
Buon Natale in Via dei Sassi.
Anche quest’anno gli amici del parchetto di Via dei Sassi a Busto Arsizio non hanno voluto rinunciare a questo momento d’incontro, ormai molto atteso dai tanti frequentatori  runners di questo spazio verde alle spalle dell’ospedale: gli auguri per le festività natalizie.
Il parchetto è per molti di noi un luogo d’incontro abituale, per correre o semplicemente  per chiacchierare, socializzare con i tanti (ma non tantissimi) che saltuariamente o con assiduità lo animano in varie ore della giornata; spesso le conoscenze diventano amicizie ma quando ci s’incontra un saluto o sorriso non manca mai, perché è come incontrarsi in un luogo familiare dove ognuno ha cura e rispetto dell’altro e salvaguarda un bene comune.
Gli habitué di questo luogo sono prevalentemente  pensionati, giovani, casalinghe, ma in alcune ore della giornata vi sono tanti, anche in inverno,  che si allenano o muovono i  primi passi nella corsa; spesso qualche bambino accompagnato dal nonno non manca, così pure qualche fedele compagno dell’uomo rigorosamente al guinzaglio…. anche con loro c’è un ottimo rapporto!   In questo luogo un po’ idilliaco, se vogliamo, qualche anno fa noi amici più affiatati abbiamo deciso di farci gli auguri per il Natale e ritrovarci per qualche ora tutt’insieme (laddove  ci riunivamo tra i più intimi) ed evidenziare con simboli allusivi il momento di festa (l’albero dei “trofei”, il costume da Babbo Natale, ecc). L’esperimento è riuscito alla grande e così prima di Natale ci ritroviamo sempre in numero maggiore e chi la bottiglia, chi il panettone, chi caramelle cioccolatini e regalini per i più piccoli, la musica, le foto e la festa esplode.
Buone Feste a tutti da
Antonio, Dino, Marica, Giovanni e Daniela che quest’anno ha curato il settore bambini.

LA BOLLA DI BENE SI È POSATA AL PARCHETTO.‏
La Bolla di Bene che aleggia e galleggia nel cielo di noi corridori Sabato 20 Dicembre si è posata a Busto Arsizio, località Parchetto. Dentro la bolla, tanti amici. Alcuni vestiti da Babbo Natale, altri ancora in tenuta da allenamento. La maggioranza, in borghese.
Un abete addobbato rimanda subito alla festività di stagione, ma se al posto di stelle comete e filari di luci trovi appesi pettorali, scarpe e medaglie… qualcosa di strano c’è. Anzi, no… è il posto giusto perché la Bolla di Bene si adagi e festeggi.
Si festeggia il Natale, si festeggia un anno di corse, si festeggiano le tante amicizie nate in braghe corte e continuate anche grazie a questi bizzarri strumenti telematici.
Tanto da mangiare e tanto da bere. A proposito di bere, una chicca di Antonio: «Mohammed, dài, bevi… questo non è vino, è spumante!!!». Cibo, bevande e… musica! Celentano 2 – ma che per la nostra Bolla di Bene è il Numero Uno – alla voce e io alla chitarra, ci siamo lanciati in classiconi del repertorio più molleggiato d’Italia, più incursioni varie nel mondo della musica italiana popolare e addirittura del liscio. Da quanto Antonio ha scoperto la copertina di un disco in cui compaio in giacca e cravatta, versione pupetto 1994, per me non c’è più pace. Non mi resta che correre…   
 E a correre si penserà appena trascorse queste festività. Che ci dice che noi corridori abbiamo qualcosa espiare e per questo ci sottoponiamo a simili fatiche. Dopo le feste, più che per espiare, si correrà per… smaltire.
 Un bel sole, per la gioia dei presenti e della macchina fotografica di Arturo, ha salutato la Festa del Parchetto. Qua sul blog è da un mese o quasi che si fanno gli Auguri. Non si può che continuare di questo passo.
Buon Natale.
Roberto Vielmi

Cena sociale San Marco

 
Il “tapascione” la moglie e il leone.
Come di consueto anche quest’anno i soci della San Marco si sono ritrovati per gli auguri natalizi e per festeggiare e premiare i campioni sociali. Un momento d’incontro importante questo perché da’ la possibilità di conoscere o rivedere i soci poco assidui negl’incontri settimanali. Ieri sera anch’io c’ero e mi ha fatto piacere esserci perché poche volte ho partecipato a questi convivi.  Un piacere particolare l’ho avuto nel ritrovarmi seduto al tavolo dei veterani ove erano presenti alcuni amici con i quali ho, anche, rapporti di amicizia extra societari; tra questi Angelo  che nell’occasione era accompagnato dalla moglie. Angelo  è un ragazzetto  di oltre sett’anni  sempre presente o quasi il giovedì sera in sede e quando non c’è la sua assenza si nota subito! Vocione squillante, contestatore obbiettivo, animatore e parlatore instancabile e quando possibile dove “tiene banco” non manca mai una bottiglia da dividere con gli amici. Beh, ieri  alla fine della serata improvvisamente l’ho  visto taciturno e commosso quando il presidente tra vari panegirici per creare la suspense ha proferito:
…. ad Angelo Brazzelli…. il Leone d’Oro della San Marco!
Un’ovazione si è levata dalla sala ed Angelo commosso e balbettante ha guardato la moglie, ha farfugliato qualcosa ed in lacrime è andato a ritirare la sua meritata onorificenza.
Complimenti Angelo, questo premio ha reso felice tutti!
Antonio
Qualche foto della serata la trovi >>> QUI >>>

Auguri in anticipo???

DSC_4418 Allora rispondo per primo… SPERO.
Grazie…dal cuore.  Grazie Antonio. Grazie Arturo. Un altro anno sta per finire… sembra passato in un lampo. Mi giro e vedo che ieri era il primo gennaio 2008 e vedo un povero pazzo che alle 09.00 di quel martedì (di festa) corre da solo per le vie del suo paese. La strada è vuota. Non c’è neanche l’ombra di una macchina. Nell’aria c’è ancora l’odore dello zolfo dei petardi. Ma quel povero pazzo fregandosene delle comuni abitudini che costringono quelli "normali" a santificare le feste, continua a correre. Quel pazzo arriva dal suo personale di poche settimane prima alla Milano City Marathon 2007. Sicuramente è felice e gasato, ma questa felicità non gli ha montato la testa… tant’è che è li a correre anche nel giorno di festa. Incontra solo qualche vecchietta che apre le finestre per fare entrare luce ed aria nelle stanze. Le saluta e le grida "buon anno"… le anziane signore rispondo con gentilezza. Però quel pazzo è felice. Ha iniziato l’anno nuovo facendo (la seconda) cosa che più gli piace… la prima è coperta da censura 🙂 Sa che altri stanno facendo la stessa cosa… immagina anche chi… magari Mirko, forse Rob Vielmi, qualcuno che come lui ha deciso di ascoltare e seguire il richiamo della corsa anche se è Capodanno. Dicevo… un anno è passato. Troppo in fretta. Personalmente è stato "riccamente" deludente. Ho vinto qualche premio in più ma non mi sono tolto alcuni "sfizi" col cronometro. Ho sempre detto…"la prossima gara farò…" ma poi la prossima gara era sempre quella successiva. E rinvio dopo rinvio siamo a dicembre…fine anno. Però riguardando il vostro video di auguri, rivedo le tappe podistiche di questo 2008 e capisco che quest’anno è durato ben 365 giorni (366…bisesto=funesto) …rivedo foto di inizio anno, foto primaverili, foto "caldamente" estive con canotte e sudore sulla fronte, quelle con le foglie rosse dell’autunno della mezza bustocca per poi chiudere con le foto innevate di Bereguardo. Allora ripenso, immagine dopo immagine, alle avventure, alle delusioni, ai km corsi con mio fratello di sangue (Mirko) e con gli altri fratelli di avventura (Fabio Davina, Gio Milone, Luca Volontieri, Rob (MITICO) Vielmi, Salvatore sanmarchino, l’unico vero coach Daniele Colombo, Mori…e tutti quelli con i quali ho avuto il piacere di correre insieme) e allora capisco che alla fine quest’anno me lo sono gustato passo dopo passo. Per il 2009 ho deciso di non "azzardare" nessun pronostico personale…ma a livello della globalità podistica azzarderei un "UNO FISSO". Gente!!! Siamo in tanti, sempre di più. La corsa sta diventando anno dopo anno un punto fermo del panorama sportivo e mediatico. Nascono nuove società di atletica, nuovi gruppi si fondono per dar vita alla comune realtà della CORSA. Tutto questo grazie alle soddisfazioni che questo sport regala ad ogni atleta. Anche se non ci chiamiamo Baldini, Pertile o più semplicemente Brambilla o Mascheroni… noi siamo noi e corriamo con le nostre gambe e il nostro cuore, e al traguardo realizziamo che quel che abbiamo fatto l’abbiamo fatto con i "NOSTRI" mezzi e con nessun tipo di "AIUTO" (…). Quindi amici, conoscenti o sconosciuti…. AUGURI per questo Natale alle porte. Coraggio per un nuovo anno. Auguri a Mirko, Rob, Luca, Gio, Daniele, Salva, Giorgio, Antò, Arturo, Pat, Flavio…a  tutti veramente. Un augurio particolare a Michele Romanini. In lui trovo sempre un genuino e sincero ammiratore, con la sua simpatia e il suo ottimismo "la ciar o scur..di Ossona." avrà vita lunga. Ultimo, veramente ultimo, augurio e ringraziamento alla mitica A.R.C…. con l’orgoglio di essere uno di loro.
Buon Natale.
Fabrizio Poli

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Buon Compleanno RINO LAVELLI

Rino_Lavelli_-_foto_Mangili_-
una vita di corsa
Rino Lavelli,
un Grande del Podismo italiano ha compiuto 80 (ottanta) anni. Gli auguri di tutti noi, di OneMarathonForCapasso e tutti quelli che amano lo sport ed in particolare il podismo.
Vi propongo un video girato in occasione della Maratonina di Cernusco Lombardone di quest’anno dove ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Rino…. non c’è d’aggiungere altro salvo:
AUGURI RINO
  
Cernusco Lombardone  – aprile ’08
Video di Antonio Capasso

Ricomincio da 3… !

 

3 anni_a

La musica è finita, gli amici se ne vanno….

 
DSCN0938 Il Tabaccaio di Corso Italia.
 
Dal prossimo 3 marzo non vedremo più i volti familiari di Claudia e Franco a servir caffè, aperitivi e frizzantini o dispensar fumo e fortuna (sigarette e gratta&vinci) ma l’incontreremo ancora nelle strade di Busto Arsizio e forse, finalmente, avremo modo di scambiare serenamente due chiacchiere senza l’interruzione per servire ora l’uno ora l’altro.
Sembra ieri diceva Claudia con gl’occhi velati di commozione e al suo fianco il marito Franco annuiva ripetendo: sì sembra proprio ieri… ed invece sono trascorsi 36 anni! Era il 24 aprile del 1972 quando aprimmo questo esercizio ma è arrivato il momento di passare la mano e goderci il meritato riposo.
Claudia cosa te ne farai di tutto il tempo che ti resterà a disposizione? “Ho tante cose da fare Antonio che neanche l’immagini…. Nadia, Mino (i figli), la nipotina… ossia tutte quelle che stando dietro il bancone gran parte della giornata non sono mai riuscita a fare”. Franco e tu? “Aaahh, mi vedrai spesso al parco a correre…. e tornerò il campione di una volta!”. Bene bene, correremo insieme.
 
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Così, dopo 36 anni d’ininterrotta attività, il bar tabacchi di Corso Italia (un punto di riferimento importante per me fumatore…e lettore di quotidiani a scrocco!) cambia il volto, non ci sarà più questa coppia affiatata dietro il lungo bancone, resterà Sabrina commessa, intrattenitrice (ed animatrice) a segnare la continuità dell’esercizio e far  
da riferimento ai tanti avventori che si susseguono sin dalle 6.30 del mattino; noi clienti dovremmo abituarci ai visi dei nuovi proprietari e forse, col tempo, anche loro ci diventeranno familiari.
Auguri Claudia, auguri Franco, in bocca al lupo Sabrina da me e da tutti gli amici del Bar Tabacchi di Corso Italia.
 
27/02/’08 – A.C.