10 giugno ’11 – RUN 5.30 MODENA di Laura Amisano (Lamisangeles)

Ed è di nuovo Modena è di nuovo vita

Lo scorso anno fu la prima, per me, c’erano premesse diverse, c’era un carico emotivo diverso. C’era un cuore che batteva forte e un piedino stortino che correva piano. Non c’erano alcuni amici, che quest’anno invece erano al mio fianco. Uno in particolare, che mi ha scortata, come da un po’ di tempo, si incarica di fare chi mi vuole bene, per proteggermi. Da me stessa, più che altro, e dal male, fisico e dell’anima.

Un anno fa andavo incontro a qualcosa di nuovo il cuore gonfio di aspettativa, la solita Laura, casinista e rumorosa, lo era anche di più, in camicina da notte a saltellare zoppettando per le strade di una città addormentata.

Siccome amo fare paralleli col passato, lo faccio ancora, e ne ho bisogno,
sperando che la somma sia in positivo. Venerdì prima dell’alba ho di nuovo trovato il mio grande amico Marco mitico Brisk, e di nuovo siamo stati due adolescenti scappati di casa, gioiosi, ridanciani, che prendono la strada sbagliata, che poi è più giusta dell’altra volta. Stavolta avevamo con noi il bandierone marziano. E lo abbiamo fatto sventolare negli ultimi metri, per segnalare la nostra presenza.

Quest’anno avevo più che mai bisogno dei miei amici intorno a me, per proteggermi, per farmi scudo, dal male. Per tenermi in un bozzolo caldo di amicizia sincera. Sono stati mesi difficili per me, ho fatto fatica a tirare sera, per un sacco di giorni, e ho fatto fatica a dormire, ad alzarmi, a stare vicino ai miei ragazzi, ad andare al lavoro, ho fatto fatica a vivere, anche se ho sempre provato a sorridere, anche se coi Podisti da Marte mi sono sempre caricata di energie, anche se forse fuori non si vedeva molto, ma ho fatto una gran fatica.

La Run 5.30 di Modena quest’anno ha visto scendere dalla navetta spaziale sotto forma di pullman una Lamisangeles un po’ ammaccata, vestita sobriamente da marziana, sempre zoppicante (sarà destino?) e che non andava più incontro a nessuno col cuore pieno d’amore, ma che sorrideva, unita ai suoi amici cari, protetta da loro. Mi è piaciuto avere con me Claudia, che è la tenerezza in persona, Giovanna, che è gioia pura, spiritello impenitente e conturbante, Giuliana che dovrei imitare e non solo nella corsa, Marino, che è una roccia di ragazzo buono come il pane, Ivano, affascinante globetrotter marziano, con bandierone incorporato, Ivano di Zanzibar, il mio conducente di tram preferito, Brisk, l’altra metà della mia mela visto che siamo di classe, grande amico e spalla su cui riversare un po’ di me, e sono gonfia di affetto per il grande Macis, l’uomo senza record, senza tempo, senza macchia, che mi ha scortata fino in fondo, compagno di avventure e orecchio attento ad ascoltare le mie pene, gli amici esistono per questo, e lui è un grande amico. E poi anche tutti gli altri stupendi marziani, di cui non ricordo mai i nomi, perché son fatta così…  sono un po’ cazzara.

Mai come questa volta ho voluto distribuire i miei fiori, a tutti, sorridendo, mai come questa volta ho desiderato risplendere di tutta la “marzianità” a disposizione, di quella polvere magica che ci fa essere diversi, e rende diverso chi si avvicina a noi. Sono sempre meno quelli che rifiutano un fiore e un sorriso, ho ritrovato gli amici modenesi che a settembre erano venuti a Milano, ho ritrovato il grande Sergione, che è così caro. Ho ritrovato la simpatia dei modenesi, che son ridanciani a prescindere e sei poi si parla
di … gnocca, battono l’Ettore nazionale. E poi ho ritrovato un po’ di me stessa, perché la corsa è introspezione, è meditazione, ed è correndo che penso di più, che penso meglio. Non che accadano miracoli in mezz’ora di corsa, ma a volte si capiscono cose che si sono ritenute inesplicabili per settimane, per mesi. Allora si compie il viaggio, si conclude, si chiude con qualcosa, per iniziare con qualcos’altro. Col nuovo, col bello, col sole, con la vita, con gli amici, col sorriso… per la misera! Col sorriso che viene da dentro.

La mia Run5.30 a Modena 2011 è un viaggio dentro me stessa che si compie e, siccome questa corsa è vita, è celebrazione della vita, della vita sana, della gioia di vivere e della gioia di correre, posso dire che lo scorso venerdì io ho corso incontro a nuovi sorrisi e a una vita meno difficile e poi… poi sabato mattina ho potuto dire al mio eterno capitano Fabrizio guardandolo negli occhioni di brace:”Sono guarita!” e ho fatto pure goal!

Chi mi conosce sa come dovrebbe concludersi questo pezzo, chi mi conosce sa quale sia la parolina magica.

Lamisangeles

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