7 MARZO 2010 – La Marató de Barcelona – “TWO” è meglio di “ONE”

 
La seconda però non è come la prima
Che io ricordi, nel lungo corso della memoria, non ho mai detto ”no o non mi piace”, a “prescindere”, (come direbbe Totò) a qualcosa che non avevo mai provato o sperimentato Poi, la successiva la rifiutavo, se non era stata di mio gradimento, come la pasta e fagioli, i tortellini all’Amaretto se si trattava di cibo oppure rapporti di amicizia o attività professionali. Con il tempo le persone cambiano e a volte mi capita di gradire quel che una volta aborrivo, come la pasta con i fagioli! Le cose che mi piacciono invece e sin dalla prima volta…..
 
….Two-MarathonForCapasso…. così terminavo l’anno scorso il racconto della mia prima ed affascinante esperienza in una maratona. In un momento di follia, in questo stesso mese di marzo feci a Roma la mia prima Maratona (sempre di marzo, nel 2004, corsi la prima mezza a Piacenza), fu per me un evento eccezionale, portarla a termine. che ancora ricordo con piacere e commozione; mi piacque tanto che ad un anno di distanza ho deciso di farne un’altra e con la stessa incoscienza della prima.
La PRIMA VOLTA è sempre un’altra cosa ma rimettersi in gioco è ugualmente un piacere.
BARCELLONA, sì! “La Marató de Barcelona”…Olè!
Poiché correre per me è un piacere che ho scoperto in vecchiaia, e come tutti vecchi vedo un po’ più avanti dell’azione che si va a compiere, ho pensato di andare a Barcellona perché non c’ero mai stato, era di marzo e perché è una grande e bella città con il mare e qualora la maratona non fosse andata a buon fine avrei alleviato il dolore facendo il turista.
 
Qualche giorno prima della partenza come mia consuetudine ho fatto il giro di telefonate ai miei fratelli e sorelle a Napoli per salutarli e comunicare la novità cominciando dalla sorella più grande per terminare alla più piccola perché è anche la più chiacchierona…..
Ciao Marita, sai che parto, vado a Barcel…. Sò-tutto-sò-tutto-ho-parlato-l’altro-giorno-con-Rosaria…. Ma non ti è bastata Roma!! Gesù-Gesù Antò tu ‘a vicchiaia ti si perze ‘e cervelle… e pò fino all’abbasc’ per fa na maratò!!! E’ proprio vero, non sei mai stato troppo normale! Comunque avvertimi subito quando hai finito non farmi stare in pensiero. Va bene Marita, stai tranquilla Marita, sarà il mio primo pensiero Marita. Le sorelle sono terribili ma quelle piccole sono anche peggio!!!
 
Venerdì 5 marzo, praticamente all’alba, c’imbarchiamo insieme ad altri soci della San Marco, per la gita con maratona in terra spagnola. Olè! Sarei dovuto partire con mia moglie, accompagnatrice ufficiale per le Maratone, ma per un contrattempo all’ultimo minuto non è stato possibile, allora si è “sacrificato” mio figlio Diego (un cambio che in termini finanziari è gravoso).
Il venerdì è stata una giornata lunga e stancante passata in giro per Barcellona cercando di vedere più cose possibili di questa splendida città; abbiamo incontrato tanti italiani, anch’essi presenti per la maratona, e tante facce note che sembrava di essere ad una gara del Piede d’Oro o alla DJ Ten… e non vi dico il giorno dopo!
Questi due giorni, precedenti alla maratona, da turista “mordi e fuggi” sono stati belli ma estremamente stancanti tanto che Diego ha perso per un attimo il suo aplomb e mi ha “sussurrato” con una certa incisività: Papà, la prossima volta, la maratona te la vai a fare da solo, anche se fosse in capo al mondo! Non aveva torto, anch’io ero distrutto ma ho cercato di bleffare rispondendogli: perché non sei abituato! Si-si sor bauscia, me lo racconti domani!
Il domani è giunto dopo una notte insonne passata a girarmi un po’ a destra e un po’ a sinistra e quando mi sono addormentato era già ora di alzarsi. Svogliato e sonnecchiante ho cominciato la vestizione come un torero prima entrare nell’arena e di li a poco ero di fronte al toro ma con la mantiglia un po’ floscia.
L’enorme Plaça de Espanya ha accolto a braccia aperte il popolo dei maratoneti provenienti da tutto il mondo e alle 8.30 è cominciata la nuova avventura.
Io e l’amico Ivano (che avrebbe dovuto fare la mia lepre) eravamo proprio alle spalle di Pedro il Pacer delle 4h30” che al via gli è scoppiato il palloncino di riferimento, 7/8 minuti per passare sul tappeto e di lì a poco l’abbiamo perso di vista. Con Ivano siamo stati insieme fino 12 o 13 km poi nella calca multicolore ci siamo persi ed è stato meglio per lui! Suoni, musica, incitamento personalizzato grazie al pettorale con il nome: venga Antonio venga, animo animo; Mille volte avrò sentito scandire il mio nome, con gli accenti più esotici lungo tutto il percorso di questa bellissima città dove non un clacson strombazzava o automobilisti che “questionavano”, solo musica, incitamento e battimani. E’ stato splendido.
Tutto bene e con buone speranze di chiudere in 4.30 fino al 22° km dove mi sono sentito chiamare (era alle mie spalle) da Pedro che mi ha fatto capire che ero andato troppo veloce. Abbiamo continuato insieme fino al 25esimo con il suo ritmo ma io ero ormai agli sgoccioli e Pedro inesorabile è andato via con la sua “corte” non senza augurarmi prima buena suerte; intanto Il mio passo si affievoliva, le gambe cedevano al dolore, le soste si allungavano e per molti tratti camminavo. Un po’ correndo un po’ camminando sono arrivato al 35° e già in giro il percorso si costellava di “moribondi” come me, ma il sostegno della folla, pur facendo d’anestetizzante al corpo, non bastava e allora ho corso solo con la testa. La Maratona dovevo finirla. Verso il 40° la gamba sinistra trascinava la destra ma ormai nulla mi avrebbe potuto fermare e ho perfino cercato di accelerare raggiungendo Vittorio, un mio coetaneo che, se si può, stava peggio di me. Abbiamo continuato insieme ma gli ultimi km sono stati i più duri e più esaltanti, anche a Barcellona ho chiuso con le lacrime ma questa volta per il dolore! 4.48.58 la prossima volta farò meglio?
Al traguardo mi attendeva Diego dispiaciuto per non aver potuto immortalare adeguatamente il mio arrivo mano nella mano con Vittorio ma felice di vedermi sorridente.
Dimenticavo, poco dopo ho chiamato i miei figli e subito dopo mia sorella piccola: tutto a posto, avverti gli altri fratelli. Marita con aria sollevata: ‘Assa fa’ Dio! ma mò stattene ‘n po’ tranquillo.
Antonio Capasso – l’ordine d’arrivo italiano >>>
 
Nota:
1. Questa è una maratona che, come quella di Roma, nessun maratoneta dovrebbe perdersi; l’unico problema che Barcellona pullula di borseggiatori e ben due soci hanno dovuto constatarlo di persona in metrò mentre io ed altri amici ci siamo salvati grazie all’occhio attento di Diego che con un deciso spintone ha messo in fuga la cricca.
2. Come in tutte le gare di rilievo il business della vendita delle foto è grande e Diego pur avendo un regolare accredito come fotografo, rilasciato dall’ufficio stampa della maratona ai quali avevamo ben spiegato a cosa sarebbero servite le foto, ad un certo punto è stato mandato via dalla linea del traguardo senza una ragione precisa ovvero bisognava avere l’esclusiva anche se non si vendevano!
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Commenti

  • Janine  On 10 marzo 2010 at 13:42

    Grande Antonio, sei un esempio a tutti, e quando il fisico non regge c\’e sempre la testa che ti spinge a finire e non mollare mai !! Io non ho ancora fatto la mia prima mezza, e tu sei gia a TWO MARATHONS 🙂

  • OneMarathonForCapasso -  On 10 marzo 2010 at 17:45

    Grazie Janine, forza con la tua prima mezza e quando decidi fammelo sapere che partiamo insieme e, se non sei troppo veloce, arriviamo insieme.

  • Attilio  On 10 marzo 2010 at 22:22

    GRANDISSIMO ANTO!!!!!Io non ho mai corso una maratona, ma a Barcellona l\’anno prossimo mi hai fatto venire tanta voglia di andarci per il mio esordioAncora grande, veramente sei il mio esempio

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