Cavaria 11 ottobre ’09, “Cross Country dei 7 Campanili”

DSC_6375 7 Campanili: …senza l’assillo è un’altra cosa
Il bello di certe corse è che manca l’assillo. Oddio uno l’assillo se lo crea perché si potrebbe correre sempre così, ma in questo caso è proprio diverso.
Domenica scorsa son stato in quel di Cavaria per la mitica 7 campanili: Jerago, Orago, Cavaria, Premezzo, Oggiona, Santo Stefano, Cajello. 7 campanili 7 anche se io me ne ricordo 3 o 4.
Dicevo che il bello nasce dal fatto che questa corsa ha una lunghezza di 16k e quindi non è una 10k non è una 21k (o ½ maratona), ha un percorso poco lineare (ci sono anche 2 scalinate) e quindi il cronometro diventa un accessorio inutile da usare solo come orologio.
Giornata stupenda, temperatura buona, cielo terso, terreno in ottime condizioni. Si parte. O meglio siccome ogni tanto mi viene il trip del supersportivo, parto da Busto in MTB arrivo a Cavaria, parcheggio mi cambio gli abiti da lavoro (da ciclista a podista) e vado verso la partenza. Incontro i miei soci di Podismo e Cazzeggio e non mi accorgo di andare  verso la partenza senza aver pagato e quindi senza pettorale. Che figura! Vabbè pagherò dopo. Si parte e proprio per il motivo che ho detto all’inizio mi posiziono in fondo in compagnia dei miei amici. Scambio quattro chiacchiere per circa un paio di km e poi, senza voler offendere nessuno (vero Willy?) almeno spero, siccome a questa andatura cominciano a farmi male le anche, decido di cambiare passo. Incontro qualche caro amico, due chiacchiere veloce anche con questi e poi mi trovo di fronte la scalinata. La conosco e sto a sinistra anche se ci sono dei punti in cui bisogna scavalcare. Pazienza tanto  di tempo non ne manca. Finita la scalinata riparto e poi su e giù per i vari campanili. Ci sono un paio di passaggi molto belli dove ti trovi nella piazza della chiesa e giri intorno alla piazza e poi ti rinfili nelle varie strade e stradine. Altra scalinata, più breve ma più tosta. Si è un po’ più sgranati e quindi si riesce a salire bene. Ad un certo punto si fa anche un po’ di sterrato, nella  Valle del Boia che percorro a volte anche in MTB. È molto bello qui nel bosco  e si incontrano anche persone in cerca di castagne. Siamo a poco tempo dalle città e sembra di essere in montagna. Si torna sull’asfalto. Si sale si scende si va verso l’arrivo passando all’interno di un cortile dove le persone grandi come me devono abbassare la testa per passare. Ed ecco il campo di calcio dell’oratorio dove c’è l’arrivo. Mi ricordo di non aver pettorale e un po’ titubante taglio lo stesso il traguardo. C’è il tavolino dove un addetto  consegna un bigliettino verde a tutti gli arrivati. Meno male: gli allungo i miei 2 euro e mi metto in pace con la coscienza. Aspetto i miei amici di P&C. ancora due chiacchiere, nuovo cambio di abiti da lavoro (da podista a ciclista) e ritorno a casa. Le gambe sono un po’ di legno, ma la strada da Cavaria a Busto è in discesa. Trovo due stradisti che a 35-40km/ora mi portano fino alle porte di Busto. Fa caldo, ma tra poco inizia l’autunno. All’anno prossimo 7 campanili!!! E come sempre senza assillo e senza cronometro.
Beppe Pez
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