i commenti alla Deejay Ten 2009

DJT_arrivo
 
IMG_0243 Deejay Seventeen
Domenica 4 Ottobre: Deejay Seventeen. Inflazione? No, parcheggio lontano. TEN di corsa e il resto di "innanz e indré" a prendere il pettorale e poi a svestirmi per la gara e poi a cambiarmi al termine della fatica e poi per andare a casa.
Partito da casa prima dell’alba, ero intimorito dalla bolgia. Ho registrato più di un mugugno di chi partecipò alla passata edizione. Code, intasamenti, caos: volevo starne alla larga. Quest’anno, però, tutta questa mia cautela si è rivelata eccessiva. La DeeJay Ten pare aver fatto tesoro delle critiche dello scorso anno, così da migliorare la sua capacità ricettiva degli iscritti, quest’anno più di undicimila. Il DeeJay Village, allestito al Lido, è parso pienamente adeguato all’accoglienza dei podisti, con parenti e amici al seguito.
La gara: partenza per forza di cose congestionata. Per un chilometro, è stato un cross su e giù dai marciapiedi. Il resto, tutto piatto, tutto dritto. C’è stato da sudare, come no. È stato autunno solo per i calendari, i termometri indicavano diversamente. Senza il conforto di un ristoro a metà percorso, si è cercato di terminare lo sforzo nel minor tempo possibile. Io e la mia panzetta, prontamente notata dai miei amici che da un po’ di tempo non mi vedevano, abbiamo terminato lo sforzo all’ottavo chilometro. Là dove si inizia a spingere per il gran finale, ci è mancato poco che non abbia tirato il freno a mano e messo le quattro frecce. Si fosse trattato di allenamento, sarebbe andata così. Siccome in gara non si può, ecco che mi sono trascinato alla riva, anzi, all’arrivo, senza il minimo accenno di spinta o di sprint.
Dopo essermi fatto l’ennesimo chilometro e mezzo per ritornare al parcheggio e cambiarmi (ma gli spogliatoi al Lido c’erano eccome), ho avuto un motivo buonissimo per ritornare al Village: applaudire l’amico Fabrizio Poli, strepitoso 22esimo assoluto e terzo di categoria. Ho una proposta per le premiazioni: la chiamata individuale sul palco non funziona, le operazioni si fanno lunghissime e tutti se ne vanno. A volte non ci sono più nemmeno i premiati. Tanto varrebbe fare una chiamata cumulativa di tutti i premiati uomini e tutte le premiate donne, magari – nel caso della DeeJay Ten, con Linus e gli altri personaggi ancora sul palco.
Devo indagare sui premi di Fabrizio. In ogni caso, mi aspettavo che il premio per un terzo di categoria alla DeeJay Ten – e non alla Camminata in Allegria della Polisportiva dell’Ascella Pezzata di Buguggiate – fosse un po’ più sostanzioso.
Per noi comuni mortali, invece, il ricordino di questo 4 Ottobre in compagnia è stata una bellissima e stilosissima maglia tecnica della Nike.
Milano, per questo Duemilanove orfana della maratona, ci ha messo una pezza con la Stramilano prima e con l DeeJay Ten in questa prima domenica di ottobre. A Milano correre è di moda, più che la moda. E se le manifestazioni meneghine saranno organizzate con la stessa cura di quella di ieri, correre sarà solo un piacere.


Gianni Folla alla deejay 10
E’ la mia prima esperienza alla deejay ten a Milano, che corro con l’obiettivo di allenarmi per la mezza maratona di Pavia di settimana prossima. Si arriva presto al piazzale dello stadio, parcheggiamo la macchina, 4 chiacchiere ed eccoci al deejay village, dove c’è già il Trio Medusa a far… casino.
Gara veloce, percorso scorrevole, le note dolenti sono la poca gente sul percorso e la scarsa tolleranza dei milanesi in queste occasioni… eh vabbè….
La mia prestazione la valuto con un 6. Avrei voluto restare sotto i 50′ ma ho tenuto a freno il mio impeto in vista di Pavia. Passaggi al primo km in 4’45" il secondo in 4’55" poi in 5′ e in 5’10". Per l’ennesima volta poi, il gonfiabile Nike all’arrivo mi coglie di sorpresa… pensavo fosse l’arrivo e così la volata parte lunga… arrivo provato. Antonio mi fa una foto che poi preferisce rifare quando mi ritrova cambiato e fresco ("prima facevi schifo"🙂🙂🙂 ) e via.
Non ho ancora capito se mi sia piaciuta. Tanta gente forse troppa. L’happening del trio medusa non ha infastidito quelli della 10k, però… non so. Bello il pacco gara (la pasta è stata molto gradita), bella la maglietta tecnica.
Tornerò? non lo so… ai posteri l’ardua sentenza. E adesso pensiamo a Pavia con l’obbiettivo di scendere sotto le 2 ore.
Gianni Colombo


Massi Deejay Ten 2009
Eccomi a casa, di ritorno dalla gara di stamattina organizzata da Linus e dallo staff di radio Deejay su un circuito molto veloce di 10 km vicino all’ippodromo di Milano. Che macello! Un via vai di gente così si vede solo nelle grandi maratone e in qualche mezza veramente importante… un vero ammassamento di runners che ti spinge ancora di più a tirare fuori il meglio che c’è in te. La mia gara, la prima Deejayten della mia "carriera", è andata bene per un verso ed è andata un po’ meno bene per altri, ma nel complesso la soddisfazione è tanta e tale da farmi pensare ad un ritorno l’anno prossimo per sistemare quello che oggi non è andato… sono reduce da uno stop completo di una ventina di giorni a causa di problemi intestinali, non mi manca il fiato nè la muscolatura ma far girare i passi come prima dello stop non è sicuramente cosa facilissima. Alla partenza ho cercato di raggiungere i posti davanti per non rischiare di rimanere imbottigliato nei primi km: la mia scalata alla testa del serpentone fermo in attesa dello start si è fermata a un paio di metri dagli atleti invitati… buona, può andare così. Con la partenza è già fiatone per recuperare il gruppetto dei primissimi in fuga tra i quali ci sono molti miei amici delle gare in pista tipo Stefano, Luigi ecc. Decido di rimanere con Paolo ad un distacco di una trentina di metri da loro, distacco che poi diventa di quaranta, cinquanta, cento metri entro il terzo chilometro. L’andatura è di 3’15/km. Al quarto mi passano un paio di atleti tra cui una keniana donna, campionessa olimpica di qualcosa, che va davvero forte. Quinto km in 16’50, media di 3’22, in calo evidentissimo. Mi abbatto un po’, non è facile correre tranquillamente in 16′ un passaggio di una 10km e il mese dopo ansimare a 16’50… un po’ di forza, testa prima di tutto e si prosegue per i rimanenti cinque chilometri. Mi passa Simone Busetto: non credevo che mi avrebbe battuto, ma mai scherzare con chi ha alle spalle anni di corsa… ancora un riaggancio, ma stavolta (siamo al settimo km…) è un grande aggancio… Genny di Napoli, campione del mondo indoor sui 3000 metri per ben due volte, mi affianca e mi urla "dai un km io e uno te, stai li dietro…" e andiamo per un km e mezzo così, un po’ io e un po’ lui, come se ci stessimo allenando insieme. E’ stato bello correre con un campione del mondo, bello fino a quando è durato… a 1500 dalla fine mi rendo conto che le gambe non stanno dietro a quello che vorrei fare, lascio perdere e cerco di amministrare il debole vantaggio che possiedo sul concorrente dietro di me… e va bè, prima tutti i miei amici, poi una donna, poi un atleta non più giovane, poi Genny… mò basta, e che diavolo mica mi piace farmi risucchiare da quelli che arrivano da dietro… manca un chilometro e do una debole accelerata, poco intensa ma sufficiente a scavare un centinaio di metri tra me e l’inseguitore… ormai non vedo più nulla, ho gli occhi chiusi e ne apro uno ogni tanto per controllare la situazione davanti e dietro… all’arrivo c’è gente che ha finito già da qualche minuto, la prima cosa a cui ho pensato, in sincerità, è stata che se fossi stato in forma probabilmente sarei lo stesso stato battuto da alcuni, ma con un minuto in meno di distacco. La seconda cosa a cui ho pensato è stata: meno male che è finita… e tutto sommato sono contento perché preventivavo di entrare nei 30 e sono rientrato nei 15… insomma, una bella festa di sport che mi ha entusiasmato non poco.
Note negative:
Ristori inesistenti: caro Linus, e sì che sei un corridore anche tu e dovresti capire…
Disposizione alla partenza: quando si raggiungono certi numeri sarebbe bello (non è facile, lo so…) trovare delle soluzioni per disporre gli atleti partenti in base al loro tempo sui 10 chilometri… caspita, per partire davanti bisogna infilarsi dentro venti minuti prima e rinunciare a buona parte del riscaldamento…
Stand della enervit: siete trooooppo nervosi! Ho chiesto se potevo avere una borraccia di enervit al posto della bottiglietta e un signore con poca educazione mi ha sventolato la bottiglia sotto il naso dicendomi che "E’ tutto enervit!". A parte che una bevanda è un integratore di zuccheri e l’altra di sali, a parte che una è frizzante e l’altra no, a parte che la borraccia è più bella della bottiglietta, ma santo cielo se si è già nervosi per un paio di richieste forse è meglio darsi a qualcosa d’altro di meno noioso come tagliare il prato o lavare il cane, no?
Un grande, grandissimo ringraziamento ad Ale Rossini e agli amici del Gap Saronno per il passaggio scroccato fino a Milano e ritorno. Ci vediamo (in ripresa) settimana prossima per la 7 campanili. Un saluto!
Massimiliano Montagna
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Commenti

  • matteo  On 4 ottobre 2009 at 21:28

    Grande Massimiliano. Nonostante la tua ripresa sei andato bene. E grazie per i passaggi che mi hai dato questa sera nei 5000 m di Mariano Comense (16\’13") . Se non mi spronavi a gareggiare magari dopo il riscaldamento sarei ritornato a casa da quanto ero stanco. Ci vediamo a Cavaria con l\’obbiettivo di stare attaccato a te e a Proserpio il più possibile. Ciao

  • Daniele  On 4 ottobre 2009 at 22:27

    Caro Max! forse questi sono i motivi perché Milano non mi vedrà mai al via di una gara podistica!

  • Roberto  On 5 ottobre 2009 at 09:34

    Cavolo, Massimiliano. Il ristoro assente ha incuriosito anche me. Una bevutina al quinto me la sarei fatta volentieri anch\’io. Sulla cafoneria dell\’ener-gumeno ever-vit…. siamo pur sempre a Milano, luogo nel quale in molti vivono in bilico sull\’orlo di una crisi di nervi. CIAO!

  • davide  On 5 ottobre 2009 at 21:36

    che difficcoltà gestire tutta quella folla!io ho assitito ieri ad una scena veramente spiacevole: sono stato 5 min. in coda per uscire del cancello ( unico) che perimetrava l\’area del ristoro/dee jay village e, a parte l\’incazzatura per la promiscuità con una orda di podisti sudati che volevano entrare e uscire contemporaneamente, ho avuto al mio fianco un bel cagnoletto pitbul al seguito di un corridore.poco dopo l\’animaletto ha affondato i denti su un polpaccio di una povera podista rimasta a terra disperata! un po\’ di sicurezza all\’entrata dove sai che passeranno 11.000 persone non avrebbe guastato!

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