30 agosto 2009- 36° SGAMELAA D’ VIGEZZ

Grazie Sgamelaà, grazie agli organizzatori
di Michele Romanini

Ore 7, Giancarlo è incredibilmente puntuale e così l’equipaggio completato da me Lorenzo e Gloria è pronto per partire da Ossona alla volta della Sgamelaà. Il cielo è scuro, ma finalmente l’aria si è rinfrescata, speriamo che non piova solo per non rischiare la vita nelle discese sulle ripide mulattiere che ci aspettano.
A Santa Maria Maggiore c’è un’aria meravigliosa, dopo un mese di caldo e afa mi sembra di rinascere.
Quest’anno niente code all’iscrizione: l’organizzazione ha predisposto una prenotazione on-line dei pettorali oppure dei moduli da autocompilare al momento, agli addetti rimane il solo compito di ritirarli insieme ai soldi.  Un plauso agli organizzatori che così facendo ci danno tempo per gironzolare in zona partenza alla ricerca di amici che a poco a poco si materializzano. Ecco Ilaria, per la quale conio un nuovo aggettivo, straordiLaria, reduce da una notte in Bianco (nel senso di Monte) per seguire l’UTMB e, nonostante ciò, pimpante e dinamica come dopo un mese di ferie.
Poi ecco il Compa, Fabrizio, Beppe ed Enrico con le rispettive famiglie, Arturo, Arnaldo, Tonino.  Sorrisi, abbracci, vigorose strette di mano sono il miglior integratore pre-gara che c’è in circolazione.
Si parte con puntualità, Giancarlo come al solito subito davanti, io Lorenzo e Ilaria appaiati poco più indietro.
Ritmo un po’ troppo alto, meno di 23 minuti al quinto con molta discesa, poi inizia la salita e mentre noi rallentiamo la "marmotta" di Lambrate gradatamente si allontana.
L’anno scorso ero molto concentrato sulle pendenze, sul passo da tenere, sulla paura di non finire. Oggi sono molto meno allenato del 2008, ma sono sicuro di farcela, così mi godo di più il contorno, i paesaggi, i vicoli dei paesini, la gente.  Ci sono tante auto con parecchi autisti impazienti, gli addetti presidiano con attenzione.
Dopo Toceno si scende, iniziano le mulattiere e i sentieri che percorro con cautela, come se scendessi le scale mentre dietro di me arrivano folate di missili che si fiondano a valle, i running stones.
Io e Lorenzo siamo ancora insieme, un’ora di corsa, poco più di 12 km, tutto bene. In salita Giancarlo è come un Tir sulla Cisa, lo rimontiamo con facilità, poi sul piano e in discesa ci scappa.
Eccoci al Santuario di Re, la Sgamelaà inizia adesso risalendo verso Malesco e Santa Maria Maggiore. Ventesimo kilometro, sullo sterrato mi fa male il ginocchio sinistro, sto discretamente ma corro male, ho perso Lorenzo, Giancarlo è a cento metri.  Ricordo perfettamente che a Malesco ci sono due o tre strappi micidiali, quest’anno non li cammino, continuo a correre e prima del ponticello di legno sulla cascata sono davanti al Gianca.
Entriamo in pineta, devo stare attento a non inciampare nelle radici perchè i piedi non si alzano più da terra, non me la ricordavo così dura questa parte.  Le spie rosse del mio corpo si accendono tutte: giunture, muscoli, energia, idratazione sono completamente in allarme, l’unica motivazione è riuscire a restare con Giancarlo, un onore perchè lui su queste distanze è molto più forte di me.   Finalmente la voce dello speaker sancisce che siamo in zona traguardo, tra la folla assiepata prima della passerella spunta la mano amica di Ilaria che chiama "il cinque". E’ finita, 2 ore 14 e 14, niente rispetto al tempone di Fabrizio, niente rispetto ai marziani dell’UTMB, ma per la "mia federazione" la medaglia che mi mettono al collo come ricordo vale oro.  Dopo meno di 5 minuti arriva anche Lorenzo, la squadra è al completo pronta per il pranzo.
Il dopo corsa, il terzo tempo come lo chiamano nel rugby, è la parte che preferisco specie se si è lontani da casa, è salotto anche se siamo in pineta su una panca, è pranzo domenicale anche con solo due panini e una coca, è incanto sentire da Ilaria come si allenano gli ultramaratoneti, è il mondo avvolto dalla bolla di bene.
Prima di ripartire una foto con Arturo versione runner ed un bicchierino di ottimo Dolcetto con gli amici del Vtv di Abbiategrasso.  La montagna mi regala sempre bellissimi ricordi, peccato abbia poco tempo per frequentarla.
Grazie Sgamelaà, grazie agli organizzatori, vorrei già prenotarmi per la prossima edizione, ma è tempo di tornare a casa, l’info-traffic segnala bollino rosso sulle autostrade. Domani lo sarà per le mie gambe.

…nelle splendide vedute della Val Vigezzo…
 
Attraverso i comuni di S.Maria Maggiore / Druongo / Toceno / Craveggia /  Villette / Re / Malesco  si è svolta una corsa di 25 Km, non competitiva , nelle splendide vedute della Val Vigezzo
Questa corsa è nata nel  1972 col preciso intento di offrire ai partecipanti, quest’anno poco più di un migliaio, lo straordinario paesaggio vigezzino, all’avvicinarsi dell’autunno.
Vale veramente la pena di cimentarsi  in questo bel percorso tra piccoli paesi e ombrosi boschi sino al santuario di Re per ritornare a S. Maria Maggiore non lasciandosi prendere dalla stanchezza per l’impegnativo susseguirsi degli impegnativi  saliscendi del sentiero, sostenuti dalle incitazioni dei residenti per ritrovarsi con un ricordo in  più delle vacanze oramai finite….
Partenza accompagnati con  banda in costume tipico e arrivo premiati con tanto di  medaglia e cartolina personalizzata con  il proprio tempo di percorrenza. Dimenticavo… coccolati con massaggio  rilassante per defaticare i muscoli con tanto di olio profumato, comodamente seduti  sul prato sotto uno splendido sole!
Buon rientro a tutti ed arrivederci alla prossima
MariaPia
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