Storie di JACKPOT… RUN

arrivojack Anche il jackpot è volato
Come si sa le palle, se pur di cristallo, son sempre palle ed infatti nelle mie previsioni della vigilia non ci ho azzeccato quasi nulla salvo che i partecipanti al Jackpot Run sarebbero stati più di quattrocento ed infatti solo gli arrivati della competitiva erano 221. Molti iscritti non si sono presentati ai nostri di partenza e tra questi nomi di rilievo  come Mascheroni,   Kiplagat,  Clerici, Proserpio, Montagna, Speroni, ecc. ma essendo il parterre presente di tutto rispetto non se n’è sentita la mancanza. Come da previsione  ottima l’organizzazione ed il ristoro finale; bello e velocissimo il percorso anche se alcuni tratti si correvano sullo sterrato.
Alla prima edizione mi limitai ad essere spettatore ma quest’anno, complice anche il fatto che la gara era entrata nel calendario delle gare sociali della San Marco  l’ho corsa anch’io rimanendo alla fine più che soddisfatto. Devo dire però che ad alleviami la sofferenza della corsa breve (km 5,750 ca.) ma veloce ho avuto come compagnia una lepre d’eccezione, che mi ha accompagnato per tutto il percorso, l’amico Roberto Vielmi. Roberto, in partenza per una “misteriosa” gara che si  disputerà molto presto, faceva un rilassante allenamento incitandomi e chiacchierando mentre io “buttavo il sangue” per tenere la media dei 5’x1000m ! Volatone finale con l’amico di scuderia Pino Broccato al quale ho “concesso” di tagliare per primo il traguardo perché tanto più giovane di me. Pino, non ci contare la prossima volta!!!  Tempo finale per entrambi 28’ 54’’. Ma venendo a quelli che corrono sul serio, hanno sbancato il banco: Slimani Benazzouz della Cover Mapei e  Michalska Marzena delle Fiamme Oro che si sono portati a casa rispettivamente il jackpot di 1000 e di 200 euro, il completamento del podio l’ho già indicato nel post sotto, gli altri li troverete nella classifica generale. Una segnalazione particolare per le mie due amiche, Claudia Gelsomino (avvezza ai podi) e Deborah Crespi; la prima si è classifica quarta nonostante un fastidioso dolore inquinale e la giovanissima Deborah quinta (e pensare che sino ad un anno fa tapasciava con me al parchetto). A Marco Brambilla il pezzo forte della San Marco,  va la sesta posizione mentre ad un altro giovanissimo (nonché appassionato blogger), Fabio De Angeli, la settima. Per chiudere, i complimenti a Stefano Castagna, Matteo Raimondi (l’ex pistaiolo) e al mancato sindaco Giuseppe Pignatiello per aver ideato e organizzato questa bella gara, non dimenticando la signora Maristella Colombo che come donna dell’organizzazione è forse quella che ha lavorato di più!
Antonio Capasso
 
rob IN TRIBUNA D’ONORE
Correre una gara FIDAC (Federazione Italiana Di Antonio Capasso) assieme ad Antonio Capasso in persona è un po’ come assistere al Trofeo Luigi Berlusconi in tribuna d’onore assieme a Silvio I° da Arcore, è un po’ come applaudire i festivalieri circensi di Montecarlo sotto Natale assieme ai principi Ranieri, è un po’ come… ci siamo capiti, vero?
Venerdì 10 Luglio, Magnago City, Italy: mentre là davanti alcune fra le più veloci gazzelle con tana del Nord-Ovest italico tentavano di far proprio il JackPot della gara, nelle retrovie è stata tutta una roulette di fatica e di sudore, per tagliare il traguardo nel minor tempo possibile, possibilmente sotto i trenta minuti.
Antonio e io ce l’abbiamo fatta. L’aria della pista è stata per Antonio particolarmente ispirante, con quell’ultimo giro corso a tutta velocità per un arrivo trionfale in piena accelerazione.
Quanti partecipanti, fra competitiva e non competitiva? Non lo so. Non abbastanza, comunque, per finire le cibarie al ristoro finale: acqua, integratori, tè, acqua e menta, focacce, pizzette, gelati, crostatine… insomma, dopo il ricco buffet di Bareggio, anche qua non s’è scherzato affatto. Lo so, lo so… mica si corre per mangiare, piuttosto si mangia per correre. E ieri abbiamo corso su asfalto, in pista,poi ancora asfalto, terra, ghiaia, ancora pista, insomma… quasi sei chilometri assortiti e divertenti.
L’anno scorso venni qua in ciabatte infradito a salutare i miei amici. Ero già in vacanza con la testa, ma almeno riuscivo ancora ad entrare nella maglietta taglia "S" di finisher del Giro del Varesotto 2008. Ora invece avrei problemi a infilarmela, però intanto le infradito hanno lasciato il posto a delle scarpe da corsa. Nuove. Sì, poche ore prima della gara ero in giro per altre cose, le ho viste e le ho comprate. Mi sono costate pure un occhio della testa. L’ho fatto come fanno quelli che vogliono smettere di fumare e comprano i cerotti da duecento euro: «Ora che ho speso i soldi, devo riuscirci veramente». Le scarpe ammortizzeranno l’appoggio e io ammortizzerò la spesa correndo.
Pronti, partenza, via! Quale, la prossima?
 
Daniele Benino! Bene! Anzi benissimo!
La mia prima Jack Pot Run è in archivio e già ne sento la mancanza. Si è svolto tutto alla meraviglia: organizzazione, ottima la logistica compresi i parcheggi, meteo e incontri. Ieri sera ho conosciuto anche l’amico blogger di Corsa Amica! mi è sfuggito solo Matteo incrociato durante il riscaldamento e salutato velocemente “quello veloce era lui naturalmente!”
Percorso sprint quello di Magnago come veniva presentato da più parti è lo è stato senza dubbio, anche se per il mio personalissimo parere quei 250m circa (x 2 giri) di sterrato composto da sassi abbastanza grossi, dove il piede in alcuni appoggi rotolava insieme a loro, non sono proprio la componente per un tracciato super veloce. Ma ripeto è un opinione! Probabilmente non ci azzecco proprio con gli sterrati, amante dell’asfalto cono sono. E’ vero anche che i primi sono letteralmente volati via e noi dietro “come foglie alzate in volo dal passaggio di un treno”, espressione azzeccattissima usata da Matteo sul suo blog! Il vincitore a 2’51”/km e altri 4 atleti sotto i 3’!!! L’aspetto che mi ha colpito in maniera positiva è stato l’assenza di traffico auto e non è poco nelle nostre gare pur sempre “amatoriali”, d’altronde la zona in cui è stato ricavato il percorso ha favorito questa caratteristica non certo trascurabile a discapito però del calore (non sempre) dei centri abitati e dei loro corredi urbanistici che a volte fanno da contorno affascinante al passaggio dei podisti. Cmq non si può pretendere tutto! No? Detto questo devo aggiungere per quanto mi riguarda che c’è stato un leggero miglioramento nella “mia performance podistica”, sia nei freddi numeri cronometrici che nella condotta di gara. Il via è stato come l’avevo pensato, non a cannone stile Ossona dove avevo sparato un 3’46” al 1^K, ma più consono al mio passo e così la corsa si è svolta più lineare avvicinandomi ulteriormente a quel 4’ al km (almeno su queste distanze 5/6km) a cui ambisco da quel dì nel quale mi sono scoperto a 48 anni “apprendista runner”. 4’07” contro i 4’11” di Ossona e di qualche tappa del Varesotto. Lemme lemme, quatto quatto ci arriverò! Oh si ce ci arriverò! A completare la bella serata ho ritirato il premio come 3^ gruppo partecipante più numeroso (A.R.C. Busto), beh! ero rimasto solo io della mia società! Sono i vantaggi del compito assegnatomi di documentare (rimanendo fino a tardi da buon bloggerman) con qualche foto le corse a cui partecipo. Concludo con un messaggio al mio amico Antonio! Antò!!! io mi aspettavo il bacio del ciclista! Quello sulle guance! Che figura barbina che ho fatto!!!
 
gianni Magnago I like it!
Rientro in una competizione podistica dopo il giro del Varesotto, splendida esperienza anche perché si trattava del mio esordio. Appuntamento quasi a casa; Magnago dista davvero poco da casa mia, in più l’ho bazzicato spesso in passato per via dei miei trascorsi tennistici. Arrivo presto e incrocio subito Antonio e Ivano già alle prese con l’attrezzatura fotografica. Ritiro il pettorale, comincio a guardarmi in giro, scambio quattro chiacchiere con gli amici e il presidente della mia società, e mi riscaldo un po’. Gambe dure, polpacci rigidi… le sensazioni non son buone in partenza. Vabbè ormai è ora di partire. Mi trovo di fianco alla forte e bella Deborah Crespi, ma retrocedo subito. Ecco, qui va bene, di fianco ad Antonio. Lo sparo mi coglie quasi di sorpresa, ma si parte. Bello il passaggio in pista,mi “carica” sempre e forse esagero un po’.Il cronometro al primo km dice 4’38”… un po’ troppo veloce Gianni, pare dire la vocina dentro di me. Il secondo è allo stesso ritmo ma al successivo passaggio in pista comincio ad avvertire qualche difficoltà… un dolorino al fianco destro.. ma forza, tieni duro – è sempre la vocina che parla – ormai sei oltre metà gara. Curiosamente, anche la ragazza davanti a me si tocca il fianco destro, anche lei lo stesso dolorino forse? Piano piano però mi abituo e al cartello dell’ultimo km comincio ad allungare; dopo la rotonda sorpasso la ragazza con dolore al fianco e quando vedo la pista d’atletica accelero fino al traguardo, aiutato anche dagli incitamenti di Enrico e degli amici. 28’02” dice il cronometro, sono abbastanza soddisfatto,,, del resto è quasi un mese che sono senza gare. “Va bene così” – sentenzia la vocina – e dopo aver bevuto abbondantemente al ristoro, aver restituito il chip e salutato tutti, mi avvio verso casa.
La gara mi è piaciuta molto: percorso veloce, lontano dal traffico senza macchine, organizzazione efficiente e ottimo ristoro. Dal mio punto di vista, nulla da eccepire, anzi ritornerò.
Keep running, mates 😉
Gianni Colombo
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