Trofeo Monga, Brianzolo e dintorni…

 
Roba da chiodi!
Per la seconda tappa del Trofeo Monga 2009 eccomi di nuovo unico rappresentante di Quelli della Via Baracca, aggregato al folto plotone del Team Ondaverde.  Al ritovo di Corbetta, nel parcheggio davanti alla piscina, le condizioni climatiche sono terribili e come sempre in questi frangenti sfavorevoli, la domanda "chi me lo fa fare" fa la sua comparsa tra i pensieri. 
Poi basta mettersi in auto, fare conoscenza con i nuovi compagni di viaggio, apprezzare l’entusiasmo di Sebastiano, capire che Nello è uno sportivo di quelli tosti e arrivati a Paderno Dugnano la voglia di correre è già ai massimi.
Se il buongiorno si vede dal mattino, può essere che la buona corsa si veda dal parcheggio: allora siamo messi bene.
Ecco Arturo già all’opera, ecco Antonio un po’ titubante: il clima di Napoli era ben altra cosa.
Tutto sembra organizzato al meglio, anche il campo gara. A proposito, in questa stagione crossistica Monga è la giusta abbreviazione di Marcialonga: l’abbigliamento non è molto diverso da quello degli sciatori, la differenza è tra il loro "scorrere" sulla neve e il nostro tentare di "correre".
Dato che corro nell’ultima batteria riesco a vedere tutta la prima, dove Claudia Merckx Gelsomino si mangia tutte le avversarie, e metà della seconda dove Fabrizio Poli non è molto lontano dai primi e Lollini sta ancora maledicendo i chiodi del Campaccio (abbreviazione di Campo di ghiaccio?).
Anch’io oggi sono chiodato, su consiglio di Arnaldo mi sono attrezzato giusto ieri pomeriggio, e mentre i mini atleti finiscono il loro turno faccio un giro di prova.  Dove la neve è battuta il grip si sente, ma purtroppo è ormai quasi tutta smossa, sfarinata. 
Si parte ed è una gran lotta per prendere posizione, non sono messo male però capisco che gli altri hanno una marcia in più, inutile dannarsi l’anima.  Da pivello scivolo, sbando, inciampo, recupero solo dove il terreno è compatto ma è poca cosa.
Risultato: sorpassi fatti 6 o 7, sorpassi subiti 30 o 40. 
Finalmente il traguardo dove vengo risucchiato allo sprint da un Zeloforamagnese che si volta e mi tende la mano. Non posso che dirgli "bravo", io non ne avevo proprio più.
Per concludere complimenti a Britta e al suo gruppo, a mio parere hanno lavorato molto bene.
E tra due settimane a Treviglio sarà ancora … roba da chiodi!
Michele Romanini


E chi … non piscia in compagnia?
Cari amici,
martedì ho “saltato” il Brembo a causa della neve; ne è scesa  tanta ma i Runners Bergamo sono tanto bravi da riuscire a far disputare la maratona; e bravissima è stata anche Wonder-Moratti che a Milano ha gestito l’emergenza in modo eccezionale … a parole; purtroppo io mercoledì e giovedì sono andato al lavoro a Milano ed ho trovato una situazione a dir poco disastrosa; ma tanto oggi come oggi l’importante è “Credere, Obbedire e … fare la scorta di vaselina!”.
Ma anche con tutta questa neve non ho voluto mancare gli appuntamenti di questo week end.
Sabato pomeriggio c’era la prima tappa del Cross Brianzolo; essendo Campione in carica (ok, solo del titolo a squadre ma … non facciamo i pignoli!) non potevo mancare.
Ritrovo al Mumbèll di Capriano di Briosco dove i servizi consistono in un gabanòt pien de paja e basta! Più spartani di così! E se a qualche donzella ghe scapà de pisà … cassi sò!
In compenso il panorama sui monti lecchesi e sulla vallata riempie gli occhi; all’arrivo incrocio il Valsecchi all’esordio tra i vegèt essendo neo-cinquantenne che, da atleta scrupoloso, ha visionato il campo gara e mi avverte: “Qua ci vogliono i chiodi lunghi!”. Chiodate? Minchia ma io ho solo le slick …
Già il percorso di Capriano è il più duro del campionato; farlo poi tutto sulla neve … a ghè da murì! Un soleggiato e quasi caldo  pomeriggio brianzolo ha visto il pratone riempirsi presto di tanti atleti e di … qualche intruso come me.
Nutritissimo il gruppo Road col nuovo capitano Cristiano “Lord Blacks” che ha cannato subito la scelta del gazebo, portando quello rotto.
Come sempre partono prima i vecchietti e già dopo 200m di salita capisco che sarà dura arrivare al traguardo; per fortuna il mio abituale avversario soffre più di me il terreno di gara e gli lascio volentieri l’ultima piazza.
Chiudo stremato sprintando come al solito coi ragazzini della … gara successiva, però a me non me le hanno date le merendine perché sono troppo cresciuto!
Domenica mattina invece volevo provare una tapasciata che non avevo mai fatto, la StraCasorate. Passo da Molino a caricare Michael, siamo sotto zero ma non sembra ci sia nebbia per cui via verso Casorate Primo. Non sembrava ma la nebbia la troviamo eccome; dopo Binasco sembra di entrare in un territorio di fiaba; prati innevati, alberi carichi di galaverna, cascine coi ghiaccioli che scendono dai tetti; il tutto sotto una densa coltre di nebbia che attenua anche i rumori; scendiamo dall’auto che siamo 8 sotto zero! Non faccio in tempo ad infilare i guanti che già ho le mani congelate; ritiro il cartellino e guardo l’ora: minchia, la prima pirlata del giorno! Via di corsa verso il parcheggio dove il Garmin per fortuna è ancora lì sul tetto dell’auto.
Sulla mappa del percorso segnalano che la distanza dei 16km è stata ridotta di 3km per evitare lo sterrato ghiacciato. Bene, ma faccio comunque i 21km. E dopo 500m dove si infila il percorso? In un bello sterrato ghiacciato!
Per fortuna su tutti i sentieri c’era quasi sempre una traccia percorribile ed il rischio ghiaccio era limitato a pochi tratti; davvero incantevole il percorso lungo il Naviglio di Bereguardo con le sue chiuse ed il ponte a schiena d’asino; la corte fortificata di Fallavecchia, l’imponente complesso monastico di Morimondo, campagne incantate con gli alberi ricoperti di cristalli ghiacciati.
Buona nel complesso l’organizzazione con il percorso ben disegnato con indicazioni  precise e tanta gente a presidiare gli incroci che con questo gelo sono da ringraziare davvero di cuore. Originali e simpatiche le frecce direzionali colorate sulla neve.
Quand che fà inscì frècc a me scàpa sùbit de pissà; mi accosto sul bordo e càsci dènt la màn in da la pàta; “Porca vaca ma in duè a l’è finì stò pirla? Al tròvi pù. Sarò minga diventà cume quei lì de l’harem? Rùga e rùga e dal tànt càl s’è ritirà a la fìn a riesi a tiràl foera! E intant ca pissi al tàca a burbutà e a rump i bàll: “Il mio contratto stabilisce che non debba fare prestazioni sotto zero! Tà poedet minga tiràm foèra quand el fà inscì frècc… A ghò minga pù vìnt ann e sa poè minga sèmper pretènd … anche per quelle altre prestazioni lì neh, sono mica più un giovinotto! Guarda che mi rivolgo alla Lipu”
Che rumpiball d’un pirla! A ghè do una bela scurlìda rinfursàta prima ca gà rèsta tacà un candelòt, al ricascì dènt, scancèli da la nèf cul pè el segnàl culùr  giàld paierìn  prim de fàga sbaglià strada a un quaivùn  cal rìva dòpu e via di nuovo di corsa.
Nonostante il freddo buona la partecipazione di runners; al primo ristoro mi raggiunge uno dei più bei sorrisi dell’Avis Vigevano, quel Fiorellino dell’Anna Maria; la saluto e la guardo: “Mizzica ma c’hai ciglia e sopracciglia imbiancate dalla galaverna!” “ Ma tè, guardati la tua barba!”
Insomma eravamo imbiancati come le piante; ogni “pelo” esposto era ricamato di galaverna!
Devo dire che è stata comunque un’esperienza davvero unica! Il sole è poi sbucato a fine gara e la temperatura ne ha subito risentito: al traguardo al sole era meno cinque … Brrrr, che frècc!
Alla prossima,
Ettore “barba-di-ghiaccio” Compa

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Commenti

  • Roberto  On 13 gennaio 2009 at 11:10

    Complimenti a tutti gli eroi delle piste innevate. Io ho ancora la chiappa "ghiacciata", spero mi si sciolga presto. Siamo a buon punto…Intanto a Marrakech si lamentano perché di mattina ci sono solo tre gradi.CIAO!rob

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