Cesano Boscone – Una corsa tra amici

 
 
One Marathon WITH Capasso
One Marathon WITH Capasso… e fa niente che non sia stata una maratona. Per una volta faccio anch’io come quelli che… «Hai fatto una maratona? Ah, quanti chilometri?» E tu a dire che maratona vuol dire sempre quarantadue. E una e due e tre volte… ma se è la stessa persona a chiedertelo, alla fine le braccia cadono un filino. Ad altezza tallone.
La mia non-maratona di oggi è stata a Cesano Boscone, ospite della macchina di Arturo, fiancheggiato dal nostro Antonio. Hai presente? Andare a una gara podistica con Arturo e Antonio è un po’ come andare al Festival di Sanremo sulla stessa Mercedes di Pippo Baudo. Altro che a NewYork con Linus!
Il menu di Cesano proponeva scelte multiple: una Mezza Maratona competitiva (quanti chilometri?!? ah ah ah), una dodici chilometri e, soprattutto per i più giovani, una sei. Memore della Mezza della scorsa settimana a Trecate e in vista di quella prossima a Busto Arsizio, ho optato per l’offerta di mezzo.
Arrivati per tempo, le procedure di iscrizione sono state istantanee.
Giornata clemente, anzi calda, partenza unica alle nove in punto.
Quarantasette minuti dopo, l’arrivo.
Fra le fotografie stese ad asciugare nella camera oscura della mia mente, c’è una canotta viola indossata da un giovanissimo e atleticissimo corridore, gambe lunghe e faccia pulita. Dopo cinquecento metri aveva già il suo allenatore in bici che gli diceva d’accelerare, di stare sotto a quelli davanti, di correre più sciolto. Avessi avuto un cellulare, avrei chiamato Amnesty International. Non avendo il cellulare, dopo un paio di chilometri ho accelerato io e l’ho staccato. Chissà cosa gli avrà detto il suo allenatore…
Un bel primo piano va anche agli uomini con giubbotto giallo catarifrangente agli incroci. Li si ringrazia, come sempre, perché penso proprio fossero lì gratis et amore dei. Sta di fatto, però, che a qualche bivio la confusione ha regnato sovrana e al nono chilometro non sapevano neanche loro da che parte mandarmi.
Poco più avanti, il ristoro del decimo chilometro. Il momento del ristoro è fondamentale ed è  per questo che – prima dell’insorgere della sete, così come deve essere – al quinto chilometro mi sono idratato con dell’acqua, fresca ma non troppo. Al decimo chilometro il ristoro è consistito nei gas di scarico di una Toyota Yaris. Per duecento metri, così! Correre nel traffico fa sentire un po’ Indiana Jones…
Altra foto – con tanto di flash – per la signora all’arrivo, seduta su una sedia dietro un banchetto. Io ho finito in volata, felice e contento. Ho anche alzato le braccia come Baldini ad Atene. Bello sorridente, sono andato al tavolo per restituire il bracciale che ci hanno dato dopo la metà corsa come prova del passaggio per quel punto. La signora, probabilmente fuorviata dal mio incedere festoso, mi ha guardato triste e sconsolata. Non sapeva come dirmelo: «Eh… guardi… mi dispiace… i primi tre sono già arrivati». Ovviamente era chiaro avessi della gente davanti, non mi aspettavo niente di diverso. Con la penna, la signora mi ha mostrato i nomi dei tre premiati, scritti sul foglio. «Lei è sesto o settimo». Ho sorriso. Le avrei voluto dire di non preoccuparsi: la mia vita è tutta una sequela di occasioni perse per un pelo. In quel frangente, però, mi è parso più opportuno ripiegare sull’inflazionata «l’importante è partecip—». Da quanto è banale, non riesco neanche a scriverla.
Ora vado, c’è il pacco gara da svuotare. Ci metterò mezz’ora almeno. L’Auchan era a pochi passi ed era pure lo sponsor della manifestazione. S’è capito! Per due settimane posso evitare di fare la spesa. Il tutto per la modica cifra di tre euro e cinquanta (parlo sempre della 12km, ovvio). Complimenti!
Complimenti anche al mio fratello Mohammed, che oggi abbiamo iniziato alla corsa. Da dieci mesi in Italia, è stato il suo giorno più bello da quando si è trasferito qua. Me lo ha detto lui. Correre è una delle gioie della vita; per chi la conosce e la vive, condividere questa gioia è un dovere.
Roberto Vielmi
 
Questa è la prima volta
Io sono contento di aver conosciuto una persona come Antonio, che ride sempre ed è sempre contento come un ragazzino. Speriamo di vederti sempre così e speriamo di vederci ancora al più presto.
La gara è stata bella, non trovo le parole per una cosa così grande e bella. Antonio mi ha dato coraggio e mi ha fatto una grande compagnia.
Questa è la prima volta che corro e faccio dodici chilometri. Pensavo di non poter correre per così tanto; quando sono arrivato al settimo chilometro, ho sentito fatica ma Antonio mi ha dato coraggio e sono andato avanti.
Quando sono arrivato all’ultimo chilometro mi sono sentito forte come alla partenza e anche il mio amico Antonio ha alzato il ritmo.
Tutto bello, non ho mai visto un’organizzazione come oggi. Ho trovato una cosa nuova per me in Italia: parlare con la gente anche se non la conosco. Gli sportivi sono simpatici e gentili. Veramente Antonio è l’esempio di tutta la simpatia e la gentilezza della gente sportiva. Speriamo che questa amicizia vada avanti! 
Grazie anche ad Arturo, un uomo bravo. Non ho mai visto qualcuno che fa tutte queste cose gratis e col cuore. È bellissimo perché subito abbiamo parlato come vecchi amici. Non ho sentito differenza tra italiano e marocchino. Tutto il mondo sportivo è uguale, come una persona sola.
Mohammed Bouryal
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Commenti

  • Roberto  On 3 novembre 2008 at 07:16

    Antonio, Mohammed e io ci siamo pure fatti fare una foto con Isaac Kipkoech KIPLAGAT, un fiö di ventun anni, caldo di Kenya, che pochi giorni fa s\’è fatto una sbambatina di ventuno chilometri e novantasette metri in un\’ora e un minuto. Aveva fretta di finire perché chiudeva il supermercato… Isaac Kipkoech KIPLAGAT correrà anche la maratonina di Busto Arsizio.

  • ofyncs  On 3 novembre 2008 at 08:20

    Benvenuto nel fantastico mondo della corsa Mohammed !!! è sempre bello vedere gente nuova che si avvicina a questo sport fantastico che lega le persone anche se non si conoscono. Ieri c\’ero anche io, la 3° gara quest\’anno dopo 18 mesi di fermo e la gioia di poter vedere 1h33" (non è un gran che lo so). Un grazie all\’organizzazione veramente perfetta.
    Per chi fosse interessato il 1° marzo (Mohammed hai tempo per prepararti) c\’è la mezza di Como con un percorso nuovo e tutto sul lago. Contattatemi pure per info.
    Ciao a tutti e speriamo di correre insiemne qualche volta.
    Aurelio (A.S.D. Atletica Como)

  • Roberto  On 4 novembre 2008 at 07:21

    ah ah ah!!! Grande Michele!!! Ho cominciato a ridere già dal titolo!!! Sì, finalmente ci siamo conosciuti e ne sono stato felicissimo. Alla fine abbiamo fatto salotto, sì. Alla faccia del salotto: vicino a noi c\’era una tanfa di letamaio che te lo raccomando e, a farci compagnia, c\’erano migliaia di mosche&moscherini di ogni taglia e modello!!! Bene bene, ci vediamo a Busto. Caro Aurelio, ho già girato i tuoi saluti a Mohammed. In questi giorni non ha internet a casa… Presto gli farò leggere il tuo commento coi suoi occhi. Mi pare un po\’ stupito da questo nuovo mondo che gli è apparso davanti… non gli sembra vero!Chiudo ora con un documento sensazionale: Antonio dalla parte dell\’intervistato e non da quella dell\’intervistante (ma poi l\’istinto del reporter ha avuto il sopravvento!!!). CIAO!!! http://www.youtube.com/watch?v=wP_i9eePHd0

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