A Rescalda…”sotto il pergolato” e in Val Vigezzo alla Sgamelaà

 

Sgamelaà d’ Vigezz
Da anni l’amico Beppe Negri, quando il discorso cade sulla maratona, scuote la testa ed esclama:
"…puoi fare tutte le maratone che vuoi, ma la Sgamelaà d’ Vigezz da delle soddisfazioni che non immagini…".
Certo, detto da uno che di maratone non ne ha fatte e che di Santa Maria Maggiore è assiduo frequentatore è sicuramente un discorso molto di parte. 
Tuttavia quest’anno, complice un discreto stato di forma, ho deciso di partecipare riuscendo a portare con me in Val Vigezzo qualche altro "baracchino" di Ossona, Lorenzo, Mauro, Giancarlo e Valter, nonché le nostre famiglie: il percorso da 5 km è perfetto per chi, come loro, vuole farsi una camminata in montagna respirando aria pulita.
Grande accoglienza al parcheggio dove decine di addetti sistemano alla perfezione le auto, grande ressa ai tavoli delle iscrizioni dove tre o quattro (peraltro gentilissimi) addetti si smazzano un lavoro colossale con conseguente lunga attesa.  E’ vero che siamo nella valle dei pittori che da sempre usano tavolozza e pennello, però un sito dove potersi iscrivere prima non sarebbe male.
Ricevuto il pettorale alle 9 e 20 c’è solo il tempo di presentarsi alla partenza e scambiare due battute con il grande Compa, anche lui alla prima Sgamelaà. Grazie al piazzale largo lo start si svolge ordinatamente.
"Attento agli ultimi 5 km" mi aveva ammonito il profeta Beppe e così parto con cautela anche perchè è dai Colori del Naviglio che non supero i 20 km di corsa.
Prima ora di corsa liscia come l’olio, bene in salita, bene in discesa, persone calorose nei paesi.  Poi a poco a poco la durezza del tracciato si fa sentire, soprattutto le lunghe discese sui ciotoli massacrano caviglie e ginocchia. Meraviglioso il passaggio a Re. Da lì in poi è fatica, i tempi al km si dilatano e sulle pendenze più dure cammino.
I ristori sono frequenti, manca solo qualcosa di solido.
In zona traguardo c’è tanto pubblico, è una scossa grazie alla quale in quattro balzi supero la diabolica passerella che porta al traguardo: 2 ore e 10. Giancarlo mi ha appena preceduto, Lorenzo, Mauro e Valter arrivano scaglionati.
Tutti soddisfatti, tutti orgogliosi di aver compiuto una bella impresa sportiva.
Beppe arriva arrabbiato: hanno cambiato il percorso. Ma in meglio o in peggio? "Questo finale è molto più duro"
E allora onore a noi e a tutti gli altri che lo hanno affrontato.
La Sgamelaà non è una maratona ma le sensazioni che ti lascia sono simili, il profeta aveva ragione.
Michele Romanini

La prima edizione del “Circuito serale sotto il pergolato” si è svolta in una calda e afosa serata di inizio Settembre ed ha visto un’affluenza oltre ogni più rosea previsione sia per numero di partecipanti che per la presenza dei migliori atleti della nostra zona.
Primi a partire i ragazzi del minigiro che prima dell’arrivo, hanno ricevuto la standing-ovation dei concorrenti più grandi. Alle 20,00 precise ha preso il via la corsa dei “grandi” che ha visto la partecipazione di 392 concorrenti fra cui atleti veri e propri (il primo ha registrato una media di 3,05 min./km), amatori, tapascioni ed una massiccia presenza di signore che camminando fra una chiacchiera e l’altra hanno concluso il percorso completo di 7,00 km fra gli applausi del numeroso pubblico presente al doppio passaggio in Piazza della Chiesa.
Grande spettacolo ci hanno offerto gli atleti migliori imprimendo un ritmo altissimo alla gara, tanto che al primo passaggio in piazza il gruppo di testa era già completamente sgranato. Il primo concorrente che ha transitato al traguardo è stato Marco Brambilla punta di diamante dell’Atletica San Marco di Busto Arsizio con il tempo di 21’34  seguito da Franchi Virginio dell’Atletica Casorate e dall’atleta marocchino Aziz  mentre fra il gentil sesso la prima è stata Rinvenuto Cinzia seguita da Casagrande Elena e Laura Marsiglio.
Dopo le premiazioni, alla presenza delle autorità locali, la serata è proseguita veramente “sotto il pergolato” fra pasta, costine, calamari e patatine annaffiata da buon vino degno del nome della “Festa dell’uva” giunta alla 28^ edizione. Cosa dire della corsa ? Personalmente sono orgoglioso di avere proposto e organizzato questa manifestazione, che con l’aiuto di amici e volontari abbiamo cercato di non trascurare nessun particolare, sopratutto per quel che riguarda il percorso ed il ristoro, mentre avrebbe dovuto essere coordinata meglio la distribuzione dei premi a sorteggio. Per il prossimo anno mi è stato suggerito di anticipare la partenza di 15 o 30 minuti in quanto il rettilineo finale è poco illuminato, ma personalmente preferirei mettere un faro perché una partenza alle 19,30 comprometterebbe la partecipazione di tanta gente che lascia il posto di lavoro a tarda ora.
Non mi resta che dare appuntamento alla prossima edizione, e se avete delle osservazioni e suggerimenti il blog di Antonio è un ottimo mezzo di comunicazione.
Grazie di cuore a tutti per avere animato straordinariamente la serata rescaldese. 
Lamberto Guzzetti
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