10° Varesotto – BESNATE IV tappa

 
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Come donna sarei comunque da podio …

Il fatto che sul sito ufficiale della corsa in sede di presentazione della quarta tappa non vi fossero commenti sul percorso mi aveva insospettito. Niente "anello veloce", niente "tracciato filante", niente mappa da poter studiare a tavolino: per noi "stranieri" nessun aiutino. Pensavo che come al Giro d’Italia dovesse esserci prima o poi una tappa di montagna, il tappone dolomitico che sconvolge le classifiche, che amplifica i distacchi.

Giovedì sera a Besnate abbiamo vissuto qualcosa del genere: la frazione più dura, con un paio di gran premi della montagna e arrivo in salita.

Tuttavia mi sembra che noi girini abbiamo retto alla grande, pur a sole 48 ore dalla tappa precedente. Nella mia categoria tutto come prima, niente scossoni.

Devo dire che le mie gambe si stanno abituando ai cambi di pendenza e ai ritmi sostenuti tanto che questa volta mi sono perfino illuso di battere la vice maglia rosa, Annalisa Bombelli, correndo al suo ritmo fino al quinto km. Ma, come nelle altre serate, dove finisco io inizia lei e la sua ondeggiante coda di cavallo mi ha preceduto di una dozzina di secondi per la quarta volta.

Mi consolo, come donna sarei comunque da podio …

Michele Romanini


Sono le 11.30 di sera del giorno dopo la gara di Besnate. Ho appena finito di lavorare e fuori piove. Alcune gocce di pioggia sembrano divertirsi a gettarsi in una pozzanghera vicino alla ruota della mia macchina. Io l’osservo mentre cerco di saltarla per non bagnarmi i piedi. Eppure quel tamburellare di gocce mi ricorda qualcosa. Mi fermo. Tante gocce dentro la stessa pozzanghera. Alcune atterrano leggere, altre con tonfi più grandi, ma una volta dentro diventano una cosa sola. Ma certo, dico io. Non è forse il giro del Varesotto paragonabile alla formazione di una grande pozzanghera dove centinaia di gocce si riversano… >>>> di Matteo Raimondi >>>


Questo giro che ogni sera mi appassiona sempre di più.
Visto che ho preso gusto lascio ancora il mio commento….. Besnate 5/6 arrivo presto insieme ai ragazzi, ci cambiamo e via a scaldarci, vedo subito in giro Antonio con la sua cinepresa intento a immortalare noi tutti, voglio salutarlo ma è troppo impegnato (a Cassano ti saluto, promesso) allora via a scaldarsi… mi sento gasato dopo la buona prova di Somma ma aimè le gambe non girano… sono dure e legnose giro per 20 min e arrivo alla partenza sudatissimo. L’amico Fausto mi chiede come va e io "oggi male, le gambe non girano sono durissime" . Ma eccoci alla partenza, un po’ caotica, vedo i ragazzi in prima fila e sono contento…. ci si muove e… bang! partiti. Il gruppo si sgrana e le gambe sono sempre di sasso, oggi soffrirò alla grande. Il primo km è difficile e tra poco ci sarà la prima salita… ma come per incanto le gambe si scaldano, diventano agili e allora via che vado, allungo sulla salita e anche in discesa tutto ok, tra poco il secondo strappo (bello conoscere il percorso) e via sempre bene corro..corro il fiato si affanna ma siamo all’ultimo km le gambe girano sempre bene e…. incredibile finisco in 4 al km, mai successo. Sono felicissimo e stanchissimo chiedo di Filippo mio figlio che oggi è stato grande arrivando 23° assoluto! Gli altri giovani sempre li nei primi a lottare bravi! Ma bravi lo sono davvero tutti che si impegnano in questo giro che ogni sera mi appassiona sempre di più per non dimenticare i baby e mini girini che sono uno spettacolo con la loro grinta!
Per le partenze si, è un po’ un casino, ma non importa (almeno x me) l’importante è divertirsi!!
Alla Prossima
Emiliano Cerana


E non a suon di spintoni e gomitate….
Volevo anch’io scrivere un commento al 10^ giro del Varesotto, e visto che tutti gli aspetti positivi sono già stati ampiamente raccontati, io vedrò di concentrare queste poche righe su quello che non mi è piaciuto: le partenze. Nelle prime 4 tappe, ma soprattutto in quella di Mezzana e in quella di Besnate, la partenza è stata a dir poco “caotica”.
Il numero dei partecipanti cresce in maniera decisa di anno in anno e quello che poteva andar bene fino a qualche tempo fa, adesso comincia a mostrare qualche limite.
Un’idea potrebbe essere quella di incanalare i corridori in diversi settori in base alla loro posizione in classifica: in questo modo ognuno si guadagnerebbe la posizione di partenza per “meriti sul campo” e non a suon di spintoni e gomitate….
Come ultima cosa, volevo unirmi al coro di ringraziamenti per Antonio & Arturo che con le loro foto, i filmati, le interviste fanno rivivere lo spirito di ogni gara anche a distanza di giorni solo scorrendo con il mouse il loro blog! Grazie! Giuseppe Bollini


W il giro del varesotto !
Grazie ad un paio di “senatori” dell’atletica San Marco ( Lualdi e Brazzelli) abbiamo scoperto questa favolosa carovana itinerante che ci ha permesso di tornare a corricchiare ,  di fare nuove conoscenze e di ritrovare  vecchi amici offrendoci anche l’opportunità di far divertire come non mai le nostre iperattive bimbe Francesca e Giulia . Vederle correre e  giocare con immenso entusiasmo in compagnia di nuove amiche ed amici è una soddisfazione impagabile che cancella anche l’onta di non riuscire a staccare mia moglie Chiara durante i 5/6 km della gara   ..……  😉
Ciao Antonio , ciao girini , alla prossima !
Marco #75 – Chiara #74 – Mini Franci #52 – Baby Giulia #53


BESNATE: LA SOLITA COPPA RICICLATA AI GRUPPI
Spero che sia l’ultima volta che ai gruppi più numerosi venga propinata una COPPA RICICLATA (questa volta persino con graffi e la polvere non era fatta nemmeno troppo bene).
Ad una manifestazione dove i primi 5 gruppi portano almeno 250 persone (per 3 EUR), investire qualche euro per un paio di bottiglie di vino penso non sia un grave salasso.
…e non c’era nemmeno la nutella…
Alessandro


LA CORSA E IL LIMBO
Ho scoperto qual è l’attività extra-podistica preferita da noi corridori: è il limbo. Siamo bra-vis-si-mi. Alcuni addirittura eccellono. Abbiamo tutti presente il limbo, no? La musica caraibica di sottofondo, il concorrente che si inarca all’indietro, le gambe divaricate, la schiena che si fa parallela al terreno mentre si avanza a pié pari fino a passare sotto l’asticella sempre più bassa, tentando di non farla cadere. Ecco, alcuni di noi runners esercitano tale arte prima del via e come asticella usano la fettuccia, il nastro, che delimita il settore della partenza. La regola vorrebbe che, extraterrestri a parte, si entrasse dal fondo, invece può succedere che chi si trova in prima fila alle otto e un quarto sia in sesta o settima fila al momento dello sparo. E se non fa il limbo usa il Telepass, con il nastro che s’alza e s’abbassa a ritmo continuo come una sbarra del casello della Tangenziale Ovest.
Polemiche? Macché!!! Qua ci si diverte e basta!
Grazie al cielo – sì, proprio al cielo – anche oggi non ha piovuto. Virgilio e Kataweb su Besnate avevano il simbolo della nuvola con gocce. Il-meteo-punto-it mostrava un Arca di Noé. Niente di tutto ciò: condizioni pressoché ideali. E allora sotto con la corsa! Io avevo sempre pensato di abitare in Pianura Padana ma, oh, dopo quattro tappe del Giro, più di cento metri in piano non ho visto! A Besnate, tra strappi mozzafiato e discese da correre a rotta di collo, chi si è voluto divertire ha potuto farlo. Chi, come me, ha cercato di tenere una velocità costante ha avuto il suo bel da fare, considerando anche i sei chilometri e spiccioli di quarantotto ore prima.
Grazie all’organizzazione, funzionale ed efficiente. All’arrivo, pane&marmellata e tè caldo per tutti. Evviva! Fra i ringraziamenti, come non ricordare Antonio e il suo OneMarathonForCapasso2005, che ci dà la possibilità di raccontare e raccontarci in libertà. I nostri amici non ne possono più di noi e delle nostre cronache: siamo più noiosi dei nostri nonni con i racconti della Guerra del Quindici Diciotto. Questo meraviglioso blog è una vera valvola di sfogo. E se, leggendo di noi, a qualcuno da fuori venisse il dubbio che magari correre è bello sul serio…beh… mi vien da dire che non si sta sbagliando: correre è una benedizione! Amen.

Roberto Vielmi

Pensierini… in rosa
Sarà che è appena finito il Giro d’Italia, sarà per i tanti cappellini rosa incontrati durante il percorso, sarà perché la mia fidanzata oggi indossava un’inconfondibile maglietta rosa, ma il pensierino di oggi vorrei dedicarlo a tutte le ragazze e le donne che corrono in questo Giro.
Visto che io corro lentamente, ne incontro molte che mi superano e mi chiedo come facciano ad andare così veloci. Non sto parlando delle primissime in classifica, ma di tutte quelle ragazze giovani nell’età alcune e nello spirito le altre che con tanto coraggio affrontano insieme a noi le difficoltà del percorso. E pensare che a parità di allenamento loro hanno una massa muscolare inferiore, è come se io pesassi 20 kg in più e dovessi riuscire ad arrivare comunque al traguardo. Già faccio tanta fatica così, figuriamoci se mi togliessero un po’ di muscoli. Eppure oggi in tante mi hanno superato sulle dure salite del percorso: complimenti ragazze! Tanti in bocca al lupo per le prossime due tappe e mi raccomando non mollate mai!
Un solo rimpianto oggi: avevo promesso di avanzare un po’ di pane e nutella per la mia ragazza ma purtroppo al traguardo c’era solo la marmellata e sapete come sono le donne… preferiscono il cioccolato.
Forza Girini e Girine, ormai di corse ne mancano solo due!
Gabriele Gallivavoni

 
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Commenti

  • Roberto  On 8 giugno 2008 at 11:30

    Il «come donna sarei comunque da podio … » di Michele Romanini mi ha sfasciato dalle risate. GRANDE!!!

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