31^ Marcia dei Ciliegi in fiore

I ciliegi in fiore andò stavano???
Scusate dopo la maratona mi è rimasto l’accento romano!!!
Lunedì di Pasquetta sono andata a correre a Casterno di Robecco sul Naviglio la Marcia dei Ciliegi in fiore con una delle mie ormai inseparabili socie di running, Caterina (sì proprio lei quella che da quest’estate dopo un campus all’Elba, dove tra l’altro ci siamo conosciute, è diventata una scheggia e sfida chiunque su qualsiasi distanza). La giornata era metereologicamente perfetta, cielo azzurro e arietta fresca, l’ideale per correre. Lo hanno pensato in molti perchè alla partenza c’era tantissima gente, tanti amici che non vedevamo da un po’ e con i quali abbiamo condiviso le gioie e i dolori della nostra prima maratona. Rispetto alle altre corse IVV a cui ho partecipato questa aveva una partenza stabilita, tutti insieme alle ore 9: pronti via! Il percorso era bellissimo, tutto pianeggiante, in parte asfaltato in parte sterrato ma senza sassi o buche che mettessero in pericolo le nostre preziosissime caviglie. Io non ero molto in forma, le gambe erano pesanti, i 42,125km di Roma si sentivano ancora e all’inizio guardavo x terra e mi chiedevo perchè non fossi rimasta sul divano. Poi ho alzato lo sguardo e ho visto il serpentone di magliette colorate che faceva contrasto con il verde dei prati e l’azzurro del cielo, una festa di colori alla quale ero felice di contribuire, anche se ero vestita di nero, sapete come si dice: snellisce!! Dopo i prati siamo entrati nel parco del Ticino, un bel bosco molto curato ah, c’era anche il ristoro!!! Cate e Antonio mi hanno aspettata, ho terminato gli altri 7/,5 commentando con loro quanto era bello il percorso (credo che entrerà nella mia personale top ten delle corse più belle insieme a quella degli asparagi che c’è a Maggio a Cantello). All’arrivo un pacco gara degno di un re: farina, pasta e pelati… e un panino al salame veramente delizioso. In realtà essendo a dieta non avrei dovuto neppure guardarlo ma chissà com’è in due morsi era già sparito!! Per chi fosse stato veramente motivato c’era anche il risotto e un sacco di premi x i gruppi più numerosi… insomma c’era tutto.. no forse qualcosa mancava, ah, sì: i ciliegi dov’erano??? Ho fatto tutta la corsa a guardarmi in giro ma niente, mah, sarà stato il debito di ossigeno?? Mancava anche la terza socia: Ale alla prossima non puoi mancare!
Elena Villani

“i Ciliegi in fiori”
Oggi a Casterno è andata in onda una classica del Lunedì di Pasqua: la marcia dei Ciliegi in fiori giunta alla 31esima edizione. Questa tapasciata ogni anno che passa raccoglie sempre più fans grazie all’organizzazione e allo  splendido percorso attraverso le zone faunistiche del Parco del Ticino; Oltre 3700 partecipanti al via, tre i percorsi previsti (Km 5.5 – 13 – 21). Gli attori:  famigliole al completo, tapascioni incalliti e runners di calibro formavano il parterre colorato di questa marcia annuale e la giornata calda e soleggiata è stata la ciliegina sulla torta.
Quest’anno niente premi per i primi arrivati, ma riconoscimenti solo per i gruppi più numerosi ed anch’io ho  condiviso questa scelta in quanto non vedo nulla di competitivo in una marcia che di gara non ha nulla e che la maggior parte dei partecipanti la vive come una serena corsetta rilassante per godersi la bellezza del paesaggio; parlando di rilassante devo dire che nonostante facesse caldo non ho nemmeno sudato, parte del percorso l’ho corrichiato con Caterina ed Elena reduci dalla Maratona di Roma ed ancora emozionate dall’esperienza felicemente conclusa, inoltre (“brivido del proibito”) trattandosi di tapasciata quale migliore occasione per vestire i colori degli amici di Podismo&Pazzeggio indossando una maglia arancione personalizzata con tanto di scritta sulla schiena: Andò…. hanno continuato ad appellarmi per tutto il percorso!
Conclusione della giornata: un fumante risotto allo zafferano gentilmente offerto, insieme d un bicchiere di vino rosso, dall’organizzazione come ristoro aggiuntivo e consumato seduto sul prato sotto un Ciliegio in fiore…Ad essere onesto devo dire che di piatti di risotto ne ho consumato più di uno…. quest’anno era proprio buono!
Antonio

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