Maratona di Roma: l’emozione non ha voce…

 

cate ROMA… DOLORE, GIOIA E LACRIME!
Per la prima volta sono senza parole.
Per la prima volta ho corso una maratona.
 
 
Come ben sapete, per lo meno Antonio, negli ultimi mesi mi sono allenata con impegno per poter correre la mia prima maratona a Roma. E finalmente è arrivato il venerdì della partenza.
 
Immagine 017 Con le inseparabili socie ALE ed ELENA e, miracolo dei miracoli, fidanzati e mariti al seguito, siamo balzate come gazzelle nevrotiche sull’Eurostar direzione Stazione Termini tra la confusione di borse, valige, trolley, zaini e …. un cabaret di paste!
Il viaggio è stato pressoché spassoso, battute e aneddoti tragicomici a più non posso spero abbiano allietato il vagone all’ascolto.
Il B&B scelto oculatamente da me mesi fa si è rivelato un po’ troppo spartano per i miei gusti e il quartiere era leggermente malfamato, ma comunque ad una distanza dal Colosseo facilmente copribile a piedi.
Sabato mattina noi GIRLS, per il momento ancora pimpanti e ignare del nostro destino, siamo andate al Marathon Village per ritirare il pettorale. Il tutto è avvenuto con un’efficienza quasi svizzera. WOW!
Abbiamo anche incontrato qualche amico e il nostro preparatore vip Fulvio ci ha dato una pacca sulla spalla e qualche dritta dell’ultimo secondo …potevamo inoltre farci mancare la foto con la mascotte della corsa PIETRINO??? Noooooooo.
Il resto della giornata è trascorsa da vere turiste nel centro della capitale.
L’altare della Patria – Fontana di Trevi – pausa bucatini alla matriciana – piazza di Spagna – pausa sole sui gradini della piazza – via Condotti – piazza Navona – pausa cono gelato – Pantheon – isola Tiberina – pausa sole – Trastevere – aperitivo al tramonto – cena in una trattoria tipica.
Menù: fiori di zucca fritti ripieni di acciughe e mozzarella, olive all’ascolana, mozzarella di bufala, ricotta fresca, prosciutto crudo tagliato al coltello e focaccia con la mortazza… questo era l’antipasto! Di seguito mi sono rifatta un piatto di bucatini alla matriciana per stare leggerina (hehehe) e fare il pieno di carboidrati. Una persona che NON nominerò si è scofanata un piatto di nutella, crema e pavesini….
Sul megaschermo del locale intanto andava la partita Roma-Milan. Dal momento che all’arrivo nel locale siamo stati accolti con “Aò nun sarete de Milano?!!?!!?!!”, per il resto della serata ci siamo impegnati nelle imitazioni della parlata locale… l’unica cosa che so dire è “Anvedi oh ‘sto piatto di bucatini” ed ecco svelato il motivo del bis…
Finalmente è arrivata la mattina tanto agognata!
Non sono stata così nervosa neppure il giorno della maturità, dell’esame di guida, della laurea… avrei rifatto tutto daccapo pur di non correre. Una paura F-O-T-T-U-T-A!
Camminando verso il Colosseo ho quasi sperato che un motociclista mi pestasse un piede.
Arrivata a destinazione mi è bastata un’occhiata alla marea di atleti, ai palloncini dei pacer coordinati dal mio preparatore (che è riuscito solo a farci un cenno di saluto), al pubblico, agli elicotteri che volavano come condor sopra di noi, alle telecamere, ai fotografi, ai volontari… e puff l’ansia è sparita in un attimo. Mi sono sentita carica e grata di far parte di un evento di questa portata e bellezza.
Consegna sacca rapidissima, visita a uno dei tantissimi bagni chimici, diversi incontri fortuiti con amici delle scorse vacanze estive (tra cui nonno Luigi, che ha chiuso la maratona in 3h24!!!!), stretching e via ordinatamente nelle gabbie di appartenenza come gladiatori pronti ad affrontare le fiere.
Immagine 050 10 minuti d’attesa e sulle note di The Final Countdown di quei tamarri degli Europe siamo partiti.
Come tanti di voi possono capire è stata un’emozione incredibile e non mi vergogno ad ammettere che ho versato qualche lacrima di commozione.
Onestamente non ho ricordi molto precisi della mia corsa. Ci sono stati dei momenti in cui mi sono sentita in difficoltà, stanca e stufa. I piedi, forse a causa dei sampietrini, hanno cominciato da subito a far male. Ricordo che il traguardo della mezza maratona non arrivava mai e per non pensarci ho cercato di concentrarmi sulle persone: “Toh, uno della San Marco… se fisso la scritta Busto Arsizio sulla sua schiena sarà come essere a casa e il tempo mi passerà più veloce”, oppure “Che bella maglietta quella signora, chissà dove l’ha comprata” e via così per ore…. Finalmente alla mezza mi sono detta: “La corsa comincia ora”, mi è salito il famoso embolo, la furia omicida e i km sono volati. Al 30esimo km nuovamente “La corsa, quella vera vera comincia ora, prima mi sono detta una bugia da sola…ahahha”. Al 34esimo km credo, in piazza Navona, ho visto il mio ragazzo Andrea e gli altri amici sbracciarsi, urlare ed incitarmi. Ho letto orgoglio nei suoi occhi e di nuovo ho cominciato a piangere. Un po’ perché ero tanto felice di vedere un viso amato, un po’ perché avevo dolori dappertutto ed ero terrorizzata dai crampi e un po’ perché ho capito che mancava poco e il mio sogno si sarebbe avverato… quante emozioni in pochi attimi.
Immagine 072 Così da quel momento in poi è bastata una sciocchezza qualsiasi per farmi riprovare tutto quanto. Ho versato lacrime addirittura per i cartelli un po’ scemi dei supporter psicologici, grande novità di questa edizione della maratona. Uno diceva “ricordati di alzare i piedi e le ginocchia”… ancora oggi ci penso con gratitudine perché stavo davvero strisciando i piedi per terra e mi sono ridata un contegno.
Al 40esimo km è cominciata la prima salita che gira attorno al Colosseo…lì ero veramente alle cozze e pensavo “questo è un incubo!”, ma per l’ennesima volta sono stata salvata dal mio angelo custode… non è mica passato per caso un mio collega della redazione romana del giornale per cui lavoro che faceva una passeggiata in bici con la figlioletta? “Caterina Caterina fooorzaaaa, bravissima ce l’hai fattaaaaa!”… secondo voi che ho fatto???? Ho pianto!
Ce l’ho fatta! Ho chiuso la mia prima maratona in 4h 24 min. Non m’importa se il tempo non è buono. Ho realizzato il mio sogno.
All’arrivo ho trovato il mio preparatore a braccia aperte, la mia amica Claudia che piangeva come una fontana e ci siamo abbracciate, non mi sono mai sentita così felice in tutta la mia vita!
Qualche metro più in là, dietro una transenna, c’era ancora il mio ragazzo che si sbracciava come un pazzo. Non ricordo cosa ho detto, né fatto. Una ragazza sorridente mi ha messo una medaglia al collo, un’altra mi ha avvolto in una coperta termica, un’altra mi ha messo in mano un gatorade e un’arancia e mi sono sentita come il papa… col suo mantello d’ermellino e gli ornamenti vari…
pietrino Pochi minuti dopo è arrivata anche la mia socia Ale, “orgogliona” come non mai… eh, in questi mesi di duro allenamento ci siamo sostenute a vicenda nei momenti di crisi e ce l’abbiamo fatta…. Anche Elena!!! Bravissima!
Ovviamente alla sera (Antonio conosce bene il suo pollo) siamo andati a festeggiare degnamente questa giornata memorabile con una mangiata altrettanto memorabile.
Che altro posso dire di un weekend perfetto?
Giuro che la prossima volta che scriverò sul blog di Antonio tornerò la solita vecchia Cate tragicomica e un poco cinica… questa volta non ce l’ho fatta, le emozioni mi hanno sopraffatta.
NEW YORK, STO ARRIVANDO!
Cate
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Commenti

  • OneMarathonForCapasso -  On 20 marzo 2008 at 20:06

    Caterina, grazie delle emozioni che ci hai comunicato…e complimenti! Non che io sia proprio una veterana, ma dopo 10 maratone anche a me ancora viene da piangere all\’arrivo. E spero sia sempre così!  BravissimeCiao, Ilaria

  • OneMarathonForCapasso -  On 21 marzo 2008 at 13:17

    Caterina, ho appena finito di leggere il tuo racconto della Maratona di Roma e ti confido che un po\’ mi sono commosso.Innanzitutto per la tua prestazione (sei stata grandissima!), ma principalmente per le emozioni "di pelle", che un evento come la prima maratona riesce a suscitare in noi atleti, e che tu hai saputo raccontare benissimo.La vigilia, quasi dissennata con tutto quel camminare, la cena da scavezza collo, manco fosse la maratona dell\’abbuffata! E non hai detto quanti litri di bianco dei colli avete ammazzato! L\’ansia del pre-gara e lo spirito famigliare della partenza. La maratona poi, un fantastico connubio tra sentimento e razionalità. Purtroppo quest\’anno non ho partecipato a questo fantastico evento della maratona di Roma, ma dopo il tuo racconto mi prudono già le gambe!Complimenti, dal tuo acerrimo nemico.Andrea

  • Unknown  On 2 settembre 2008 at 17:07

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