Maratona&Maratonina di Lecco: a proposito di polli (podisti) da spennare…

 

Idem con patate!!!

Premetto che non sono e non mi piace fare polemica, ma dopo aver letto i commenti di Barbara e Ilaria, non posso che confermare tutto ciò che è stato scritto da loro. La cosa che più fa arrabbiare in questa domenica di atletica è che ci siamo veramente sentiti trattati come animali da baraccone!! Mentre noi si stava sotto l’acqua battente, in coda per tutto, sentivi gli organizzatori dire belle parole dall’alto del podio belli asciutti e caldi…ma grazie!! Inizialmente pensavo di essere stata troppo “pretenziosa”, che dopotutto anche l’acqua aveva aggravato le cose, ma poi ho sentito il malcontento in tutte, le mezze frasi che mi circondavano…. Ora viene il momento della nota positiva (c’è sempre per fortuna!): lungo la gara ho incontrato molti atleti che mi hanno ancora una volta ricordato quanto sia bello e leale questo sport, devo ringraziare un simpatico signore che mi ha accompagnata per parecchi km, sempre pronto a incoraggiare chiunque ne avesse bisogno…e, ancora una volta, l’amico Marco che mi ha sostenuto nell’ultimo km. Altra nota positiva: ho abbattuto il mio personale di sempre!! Ed ora mi trovo con uno strepitoso 1.27.49, sarà dura migliorarlo, ma chi la dura la vince!!

A presto e speriamo in una domenica migliore

Cinzia Bertasa


"POTEVA ANDARE PEGGIO: POTEVA PIOVERE….”
Svegliarsi alla mattina e vedere la pioggia non è un grande inizio per chi vuole fare una maratona. Ma avevo voglia di fare questi 42 chilometri. Le gambe nei giorni scorsi andavano proprio bene.
Partiamo in auto alla volta di Lecco e posteggiamo a 2 chilometri di distanza (unici parcheggi disponibili…); arriviamo sotto la pioggia alla partenza: fortunatamente avevamo già ritirato i pettorali. Questo ci evita 40 minuti di attesa per gli sventurati che invece si avventurano in quest’impresa. Deposito borse? Nooo. Almeno altri 40 minuti di attesa (sotto la pioggia) e così, audacemente ci rivolgiamo ad un gentilissimo barista che ci permette di lasciare i nostri cambi nel suo magazzino.
Ma il bello deve ancora arrivare: partenza della mezza maratona e della maratona contemporaneo: persone che vanno e che vengono sulla stessa strada incrociandosi amabilmente (l’agonismo è un’altra cosa).
Io arrivo bene al mio 32 chilometro. A questo punto mi trovo ad un bivio dove non c’è nessun organizzatore che mi indichi la strada: prendo la via sbagliata. Quando capisco che forse c’è qualcosa che non va chiedo delucidazioni ad alcune persone dello staff. Si consultano tra loro: sembra il Bar Sport dopo l’ultimo derby: si aprono fazioni che propendono per la via destra o sinistra a seconda delle proprie inclinazioni…dopo un minuto mi stanco e scelgo da sola la via…vado avanti per qualche chilometro (non certamente dieci…) e arrivo, saltando ovviamente un passaggio, all’arrivo.
Chiaramente la gara è invalidata.
Subisco io le conseguenze della disorganizzazione dello staff della maratona di Lecco.
Peccato. Le gambe sarebbero andate. Bisognerà riprovarci in un’altra maratona. Seria questa volta, però!
Barbara Sampaolesi

….le 3 di quest’anno mi bastano e avanzano…
Celebre ed amarissima considerazione…la prima edizione della mezza e maratona di Lecco è stato un tragicomico disastro. Ne avrete già lette di tutti i colori sulle varie testate podistiche, ma per chi non sapesse nulla, cercherò di farvi un quadro della situazione.
Ritiro pettorali sabato pomeriggio: Beppe trova già casino al sabato e da maratoneta vaccinato ed avvezzo alle competizioni arriva a Milano dicendo “domani sarà il caos più totale”. Nulla di più vero.
All’arrivo a Lecco, nessuna indicazione per il parcheggio né per la zona partenza, come se tutti avessimo Google Maps in elaborazione nel cervello .
Le macchine si lasciano un po’ lontane (2 km circa) ma questo di per sé non sarebbe un gran problema.
Alla zona di partenza/arrivo- piccola e intasata di ombrelli- si fatica a passare…il deposito borse/ritiro pettorali, poco più sopra, è il deliro più totale. Lunghissime code sotto la pioggia battente….cori di protesta e malcontento generale. Come molti, rinunciamo a lasciare la borsa e torniamo in macchina a cambiarci….ormai bagnati fradici…sapremo poi che il deposito è uno stanzino dalla capacità di una trentina di persone e che il pacco gara (peraltro bonsai) finisce piuttosto presto..
Intuendo che la gara non sarebbe mai iniziata in orario, arriviamo in zona partenza in ritardo….giusto in tempo….per sentire che non ci sarà il real time: ma che ce lodate a fare il chip allora?!!?
Pronti via, le hand bike partono pochi secondi prima della considerevole massa dei runner, su un percorso stretto, pericoloso e buttato giù come una pista di biglie…dove la massa rischia il frontale con i primi che rientrano dal giro di boa, transenne che cadono addosso ai top a sinistra o a noi tapascioni del gregge a destra (gente che cade o sta in piedi per miracolo)
Pericoloso, assurdo: sembra più il Gioco dell’Oca che una gara…..il percorso è costituito da una serie di anelli, non si capisce niente, lo spazio è poco e le curve a gomito ai giri di boa sono segnate in qualche modo (ad esempio, con una mountain bike buttata a terra…)
Le hand bike rimaste indietro si devono fermare, con rischio sia per loro che per i corridori. Questa è una cosa che, forse per il mio affetto per gli atleti non vedenti, mi ha fatto infuriare. Un segno della mancanza totale di rispetto per disabili e corridori…
La sensazione è che il percorso sia stato buttato giù per far tornare il conto dei 21.097……anche se, come vedremo, non erano poi 21.097….
Le segnalazioni dei km sono poco visibili, io le identifico chiaramente a partire dall’ 11°… ma sembra che fossero poco precise, stando ai GPS ed ai tempi di percorrenza. I passaggi sono mal identificati, agli incroci gente svogliata…io per fortuna resto nella massa e non sbaglio strada.
Chi vuole può tagliare senza molti problemi (Beppe ha superato lo stesso buontempone al 5° e al 19°km…) e chi non vuole si ritrova a fare una maratona di 30km circa….
Il traffico bloccato solo in parte, ad un certo punto verso il 13° mi ritrovo a correre parallelamente ad un cretino con una Passat nera che mi fa da lepre…peccato che per un km respiro il suo gas di scarico. Incurante del fatto che sulla strada che ha deciso di fare si stia svolgendo una competizione, si immette nel flusso e chiede pure strada…urlo dietro a quelli dell’organizzazione che dicono “ma và che cretino…” e non fanno niente.
Finalmente compare all’orizzonte una volante dei Carabinieri e il cretino si leva dal percorso.
Al 19esimo km mi viene incontro Beppe che ha già terminato la sua gara ma vuole allungare un po’ l’allenamento….ad un certo punto, quasi al traguardo, la massa gira a dx, all’ennesimo giro di boa…Beppe  inizia ad urlare “ma noooo, ma dove andate, noi non siamo passati di qui, siamo andati dritti…”
Dai signori fermi al controllo si sente rispondere “non sappiamo nulla del percorso, vada a lamentarsi con l’organizzazione”.
Già, così i primi arrivati (credo sotto 1.25) hanno fatto un percorso diverso, mentre quelli arrivati dopo hanno allungato di 500/600 metri….quindi mi sono fregata ben 2 minuti!!! 
La medaglia……per chi non l’ha avuta, vi mando una foto delle nostre…così potrete ammirare la discriminazione fatta tra i runner (a sx) e i tapascioni (la patacca di dx)
All’arrivo un casino ingestibile, tanto che non ho trovato il ristoro (se c’era) e sempre di corsa me ne sono tornata alla macchina….ci cambiamo a motore acceso per non congelare e ci fiondiamo in un bar a prenderci un the caldo. Tanto anche chi ha fatto la doccia ha dovuto pagare, quindi…….
Sono perplessa da queste due ultime esperienze sul lago…le gare ufficiali sono tante, forse troppe. Sembra che ogni cittadina debba avere la sua manifestazione, a tutti i costi….anche a costo di far girare attorno al condominio o al quartiere  per tirar fuori i km esatti. Ritorno a pensare alla vecchia storia dei  “polli da spennare”…la corsa rende, può essere un nuovo business, spenniamo quegli ingenui.
Già…perché poi noi ci caschiamo sempre…basta che ci dicano “percorso scorrevole ideale per fare il personale” che, non negatelo, ci agitiamo tutti e ci presentiamo in partenza col fior fiore della tecnologia: satellitari, cronografi, cardiofrequenzimetri…
Mi dispiace per chi ha lavorato dietro questa gara, ma….come diceva quello del ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, “questa gara non s’ha da fare”
Almeno non con queste premesse. Non parteciperò più al battesimo di una manifestazione….le 3 di quest’anno mi bastano e avanzano…
Ilaria Fossati

 

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