Giovanni spezza una lancia…Antonio?

 
ORGANIZZARE UNA GARAdi Giovanni Certomà
Spesso, noi che scriviamo delle gare, emettiamo giudizi e sentenze a volte inappellabili nei riguardi di chi, con enormi sacrifici, cerca di offrire ai podisti quella 10 km, mezza maratona o maratona della domenica. Dall’esterno sembra tutto molto facile e dinanzi al primo disservizio siamo pronti a dire “che disorganizzazione!”. E invece, dietro quella “disorganizzazione”, come la chiamiamo noi, ci sono giornate, mesi interi di lavoro –spesso gratis- di gente spinta dall’amore per la corsa e dalla voglia di riunire tanti altri, insieme, nello stesso luogo per vivere una sana giornata di sport. Chi organizza sa che non è facile nel mondo della corsa su strada trovare sponsor che vogliano finanziare uno sport che non ha molta visibilità sui grandi canali mediatici. Chi organizza sa che quel gruzzoletto, a fatica racimolato, deve bastare a pagare i top-runner, i giudici Fidal e relativa tassa, i pettorali, i premi, gli alloggi e il vitto di tutti gli ospiti, le transenne –che non costano certo poco-, ecc. ecc. A livello poi, di sicurezza stradale, se si tratta di una mezza o di una maratona è veramente complicato riuscire a ottenere l’ok da parte di più amministrazioni comunali e del relativo controllo per il giorno della gara. Insomma, dire, come a volte sento in giro, “ma perché non organizziamo una gara, magari una maratona?!” Rivela spesso la non consapevolezza di tutto ciò che ne comporta.
Giovanni Certomà


IL MIO PENSIERO… di antonio capasso
Caro Giovanni, quel che tu esponi è sicuramente vero, non è facile organizzare una competizione. Ma ben vengano le critiche se chi le riceve è un’organizzazione seria. Vedi le ultime tre corse (in zona) in ordine di tempo, Legnano Night Run, straLugano e la Deejay Ten a Milano; l’anno scorso furono aspramente criticate per varie ragioni, che non sto qui ad elencare, e quest’anno sono notevolmente migliorate; Se tutti fossero stati zitti, sarebbero migliorate?
Oggi, il mondo podistico pullula di gare, corse e corsette per tutti i gusti, pensi che si facciano per beneficenza? Io dico di no! Hai visto che prezzi bisogna sborsare per una 10 km, una Mezza o una Maratona? Certo, ti addolciscono la pillola con un pacco gara ricco di cianfrusaglie varie se non la millesima maglietta…..(sai quante ne ho collezionato nei modestissimi quattro anni che corro?….e chi corre da 10 o 20 anni?) E’ vero, nessuno obbliga il podista a correre questa o quella competizione, ma le necessità vengono create ad arte da tutto il business che è dietro lo sport ed il podismo amatoriale in particolare. “Non importa se sei gazzella o leone….corri!” Chi credi che se lo sia inventato questo slogan….ti assicuro che non è stata la signora Mariuccia……
Ci sarebbe tanto da dire ed aneddoti da raccontare sul mondo delle corse a piedi;  per quel che mi riguarda, sono convinto che spesso il podista è il pollo da spennare da una logica di mercato cannibalesco.
Possiamo fare niente per migliorare le cose, sì/no?…intanto critichiamo con onestà e passione…se c’è da criticare.
OneMarathonForCapasso2005
Antonio Capasso


Io condivido… di Ettore Comparelli

Caro Antonio,
mi sembra che le tue considerazioni facciano una fotografia chiara e precisa dell’attuale mondo podistico; concordo ed approvo; in effetti anche a me l’intervento di Giovanni era parso un pò troppo pro-organizzatori; la mia considerazione è che nessuno è "obbligato" ad organizzare gare per cui se lo fanno, avendo ben presente l’impegno che si assumono, lo facciano almeno bene, offrendo un buon servizio ai partecipanti.
Io credo che in generale il livello medio delle organizzazioni sia buono; rivendico però il diritto di "criticare" per tutti i partecipanti, purchè la critica sia mirata ad aiutare l’organizzatore a migliorare dove è stato carente.
Generalmente apprezzo molto gli organizzatori che "accettano" le critiche e lavorano per migliorarsi; gli esempi da te citati sono significativi; cerco di evitare di ritornare a quelle gare dove gli organizzatori fanno quadrato nel respingere le critiche nel classico stile "è sempre colpa degli altri"; per dirla in termini tecnici: "te me ciulà ‘na volta, ma adès ta ma vedèt pù!"
Ciao,
Compa "ca’ nisciuno è fesso"
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