La fine del maratoneta Filippide……

Contro la corsa
Ai miei tempi giovanili lo sport del fondo aveva due campioni, Costantino e Panico, e quest’ultimo mi sgomentava per quanto era magro.
Provai anche io a fare due corse di mezzofondo e non feci meno di 5 minuti sui 1500 metri e sudai abbondantemente.
Allora si determinò in me l’idea che correre è necessario solo per prendere il tram che sta ripartendo, e che correre troppo fa male alla salute.
Mi convinsi che camminare è più bello, perché puoi osservare i luoghi e la gente e mantenere la respirazione ai ritmi giusti.
Non ho avuto mai modo di verificare se i podisti vivono mediamente più a lungo dei sedentari, ma non ci credo.
Vorrei sconsigliare chi si affanna sportivamente e suggerirgli di concentrarsi a fare scarpinate durante le quali il passo medio sia più corto del passo marziale o dell’oca ed appena più lungo di quello della geisha.
Un grande politico ha affermato che lo sport fa male; lui è vero che ha la scoliosi, ma ha superato brillantemente e lucidamente gli anni 80 e non pensa affatto di smettere di campare.
Mentre il calcio è un gioco, oltre che uno sport, il podismo è un affannarsi verso un traguardo che non da nessun ricavo.
Si, la gloria a Baldini, ma è poca cosa perché dimostra che l’Italia del podismo è appena fuori dalla economia depressa che caratterizza i paesi dove gli atleti non bianchi hanno grandi campioni emaciati.
Non vorrei scoraggiare nessuno, ma invitare a riflettere; correre stanca, correre a lungo è un’imitazione dell’impresa dei Greci a Maratona: Filippide, sì, correva per uno scopo, avvisare Atene che i Persiani incombevano. Lui la medaglia d’oro se la meritò. Ma dopo quella impresa non ne poté fare più, morì di fatica.
Era stata dura cosa.
Giusca


08/10/2006    non siamo mai contro, a prescindere
Non vedo molta differenza tra il rincoglionire di uomo che preferisce camminare rispetto a quello che ama correre:   convincersi però che la durata della licenza terrena, concessa dal Padre Eterno, possa dipendere esclusivamente dall’uso di una delle due “pratiche”, dovrebbe essere motivo per una serena ma necessaria consultazione con uno psicologo… piuttosto di un ameno dibattito in rete.
D’altra parte è palese il simpatico tentativo del buon Giusca di stimolare noi  podisti – prossimi alla dipartita senza tangibili ricavi causa eccesso di movimento – con ironia ed un pizzico di goliardica irriverenza.   Secondo me è un tentativo che va apprezzato e , soprattutto, ripagato con un ampio sorriso.
Per quanto mi riguarda,  posso rispondere alle simpatiche convinzioni di Giusca senza alcun affanno – grazie al battito cardiaco estremamente basso donatomi dalla corsa – con una semplice considerazione:   non mi è mai capitato, correndo, di provare compassione per chi  ama passeggiare con una tecnica leggermente più lenta del passo marziale di nostalgica memoria, mentre ho (abbiamo) sempre ricevuto sguardi compatiti e sarcastici  da parte di molti camminatori.
Dunque, per lo meno sul piano della simpatia , del lieto convivere e del buon senso, vinciamo noi.  
Alla grande, direi.      :o)
Benvenuto Giusca. Mimmo
9/10/ 2006 – Gentile, saggio, ed ironico Giusca,


EXIT FILIPPIDE
Il mio pensiero sul podismo amatoriale collima con il suo. Correre è salutare? Il motto antico predica mens sana in corpore sano.
Il movimento è per l’uomo un’attività naturale e spontanea. La corsa è come il camminare, un movimento istintivo che grazie alle sue caratteristiche di semplicità e naturalezza ma anche di sfida contro il tempo e contro i suoi simili è divenuto un mezzo di confronto agonistico. Da quando ha incominciato a correre ( homo erectus) l’uomo non s’è mai fermato, realizzando imprese che hanno acquistato il sapore del mito. (Filippide docet). Come lei ricordo, in televisione da ragazzina, i giochi di Roma del 1960. BERRUTI, (grande!) la vittoria nella maratona di ABEKE BIKILE rimasta famosa perché l’atleta corse a  piedi nudi; poi MENNEA record imbattuto per anni. In realtà ogni corsa ha in se qualcosa di unico e di leggendario; la lotta dell’uomo contro il tempo, la fatica, il tentativo di sconfiggere le leggi della fisica ecc…
Oggi invece impera questo podismo massivo che corre da mane a sera, dal deserto africano alla steppa mongola, da Roma a New York passando per Oslo, da Voghera a Parigi, da Lodi a Milano;  per i campanili, per il santo, per la vergine, per il caro estinto…..!!!! I MEDIA allettati dal mercato snaturano  questa disciplina con una spettacolarizzazione da Circo Barnuum. Tutto nel grande businnes: passioni, uomini, beni materiali. Era il 1998 (?) e gli strateghi del marketing lanciavano la campagna del Gatorade: “Non importa se sei leone o gazzella. CORRI” Il benessere psicofisico (mens sana in corpore sano) diventava un bisogno (bisogni) gestito “altrove”. CONTRA FACTUM NON DATUR ARGUMENTUM! 
Anche a me non piace correre. Il correre frantuma il tempo che già scorre veloce. Correre interrompe quel continuum di “Fu sera e Fu mattino” (genesi). A me piace camminare, osservare; sentire spirare il vento d’autunno fresco ed ancora raggiato di sole (come in questo periodo); sentire il crosciare ed il frusciare delle foglie che si frantumano sbriciolandosi, oppure, d’estate nelle ore calde osservare l’immobile fogliame lucente di un albero, il silenzio degli uccelli e quell’azzurro terso e profondo sovrastante ogni cosa.  In primavera camminare verso l’intensa fragranza di alberi bianco-fioriti che il vento porta sul viso e nel respiro. Achille e la tartaruga è un paradosso? Ogni ora (a ben osservare) ha la sua luce propria. L’aria assorbita dal respiro è ogni ora diversa; nessun vento spira una seconda volta con la stessa fragranza; il fiume che osservo oggi non è piu’ quello di ieri (perché nulla può accadere identico una seconda volta come per la corsa) ed allora sento il bisogno di CAMMINARE ADAGIO.
Ciao,
PoloRoss
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Commenti

  • Claudia  On 6 ottobre 2006 at 21:20

    Ehylà Antonio!!!Torno a trovarti ma… accidenti!Mi viene l\’ affanno a vedere tutti qst che corrono!!!E pensare che io sono entrata piano piano… tipo bradipo, insomma!!!Uffi… che fiacca!!!😛 Buon week end!

  • Alma  On 6 ottobre 2006 at 21:43

    Anche io preferisco camminare…a passo veloce magari..
    ma correre per cosa….?? E\’ vero che chi va piano …
    va lontano…ma è pur vero che non arriva mai…!!!!
    Antò..passeggiamo che è meglio…
    un abbraccioooo ciaooooooo

  • EsTeReL  On 6 ottobre 2006 at 22:53

     
    Per il poco che ti conosco…
    direi che questo blog ti assomiglia tantissimo..🙂
    Grazie di essere passato..
    Tornerò qui.. per guardare gli altri.. correre!!!
    eheheheeh….
    Buon fine settimana Antonio.. a presto!
    Esterel
     

  • Unknown  On 7 ottobre 2006 at 17:35

    Caro Giusca: ho letto le sue considerazioni sulla corsa, lei ha tutto il diritto di pensare che correre fa male o che comunque non faccia bene, e che non cè nessuna prova che i podisti vivono piu\’ a lungo dei sedentari. Allora vorrei sapere perchè cè tanta gente che và a sciare, o va scalare le montaghe, discendere le cascate  in canoa, forse che queste attività sono meno rischiosi della corsa? o forse che questi vivono piu\’ a lngo? e poi, dovè schritto che chi si dilletta a correre non possa anche fare delle passeggiate per godersi anche un bel paesaggio? scusi ma lei cosa fà oltre che fare tutto quello che fanno tutti i comuni mortali per divagarsi? noi podisti lo facciamo  anche cosi\’, se lei ha qualcosa di piu\’ interessante ce lo faccia sapere, magari qualcuno cambierà idea. Ciao tutti: Peppino

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